Nigeria: attacco contro un villaggio, rapiti 53 residenti

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 10:32 in Africa Nigeria

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Più di 50 persone, tra cui diversi minori e donne incinte, sono state rapite durante un raid contro un villaggio nel Nord-Ovest della Nigeria. È quanto hanno riferito, mercoledì 28 agosto, alcuni residenti intervistati dall’agenzia di stampa Reuters.

L’attacco al villaggio di Wurma, nello Stato regionale di Katsina, è iniziato nella notte di martedì 27 agosto, intorno alle 11.30. La polizia ha stimato il numero delle persone rapite a circa 15 individui, ma molti residenti hanno smentito tale versione e hanno affermato che sarebbero più di 50 le persone sequestrate.

Alhaji Musa, a cui sono state sottratte 2 figlie, ha riferito che nella notte sono accorsi intorno al villaggio circa 100 “banditi” che “sparavano da ogni parte”. “Hanno continuato per almeno 3 ore senza che nessuno li fermasse”, ha aggiunto il testimone.

7 residenti, più un uomo che era stato inizialmente rapito e poi rilasciato dagli aggressori, hanno confermato che il conteggio delle persone che risultano essere sparite dal villaggio include 53 individui, incluse donne incinte, bambini e ragazzi. Alcuni residenti hanno già ricevuto richieste di riscatto da parte dei rapitori, hanno riferito le fonti.

Secondo i comunicati della polizia, delle 15 persone rapite da loro registrate, 10 sarebbero già state rilasciate grazie alla controffensiva armata della polizia, giunta poco dopo l’inizio dell’agguato. “Gruppi di ricerca sono stati inviati nelle zone circostanti per cercare di recuperare gli altri”, hanno dichiarato gli agenti.

L’instabilità e l’insicurezza dominano le regioni nordoccidentali della Nigeria, incluso lo Stato di Katsina, luogo di nascita dell’attuale presidente Muhuammadu Buhari, da ormai diversi anni. Il governo attribuisce generalmente tale tipo di attacchi a gruppi di banditi locali, individui fuorilegge che sono soliti compiere rapine, sequestri e uccisioni contro i residenti in cambio di riscatti. Le bande criminali sono da lungo tempo una piaga delle comunità rurali del Paese. Tuttavia, responsabili di un gran numero di rapimenti in Nigeria sono anche i militanti delle organizzazioni terroristiche, prima tra tutti Boko Haram.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 30.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Nell’aprile 2014, il sequestro di 275 studentesse della città di Chibok aveva destato grande scalpore a livello internazionale, mettendo il gruppo jihadista sotto i riflettori e spingendo alla campagna globale #BringBackOurGirls. Dal 2014, l’organizzazione ha rapito circa 2.000 ragazze e ragazzi, tra cui molti bambini, maltrattati, abusati e usati come militanti o kamikaze. In particolare, i jihadisti utilizzano soprattutto donne e bambine che, dopo essere state sequestrate, vengono costrette a diventare terroriste suicide. L’ultimo rapimento risale al 19 febbraio, quando circa 100 ragazze sono state sequestrate a Dapachi.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni del 27 febbraio 2019 aggiudicandosi un secondo mandato per i prossimi 4 anni, dopo aver promesso di dare incentivi alla crescita economica del Paese, rafforzare la sicurezza e lottare contro la corruzione. Buhari era stato nominato presidente la prima volta alle elezioni del 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante i suoi mandati, il presidente fatica a realizzare i suoi obiettivi. Nonostante il capo di Stato abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica di Boko Haram, gli attacchi continuano ad essere frequenti e ad alto tasso di mortalità. Il 28 luglio, almeno 65 persone sono morte a causa di un attentato perpetrato da alcuni militanti di Boko Haram contro un gruppo di nigeriani di ritorno da un funerale, nello Stato nordorientale del Borno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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