Mar Cinese Meridionale: Stati Uniti inviano nave da guerra, aumentano tensioni con la Cina

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 7:25 in Cina USA e Canada

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Un cacciatorpediniere della Marina degli Stati Uniti è giunto nei pressi delle isole del Mar Cinese Meridionale rivendicate dalla Cina, incrementando ulteriormente le tensioni tra le due potenze.  

È quanto reso noto dalle Forze armate americane, mercoledì 28 agosto, la cui portavoce, Reann Mommsen, ha specificato che la nave inviata in missione, la Wayne E. Meyer, è un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, che ha raggiunto la contesa area, a circa 12 miglia dalle isole cinesi di Fiery Cross e di Mischief, nell’arcipelago Spratly, “al fine sia di sfidare le eccessive rivendicazioni marittime, sia di tutelare l’accesso alle rotte come sancito dal diritto internazionale”. 

La portavoce della Marina americana, inoltre, ha annunciato che “gli Stati Uniti voleranno, navigheranno e condurranno operazioni ovunque il diritto internazionale lo consenta”, specificando che l’Operazione “Libertà di Movimento”, di cui la Wayne E. Meyer fa parte, “non è diretta contro un Paese specifico, né serve per lanciare messaggi politici”, alludendo alle tensioni tra Stati Uniti e Cina. 

L’invio della nave da guerra americana giunge in seguito alle ultime dichiarazioni rilasciate dalla Cina lo scorso 27 agosto, quando Pechino aveva accusato gli Stati Uniti di avanzare critiche infondate e di aver “ingigantito intenzionalmente con malignità” la questione del Mar Cinese Meridionale. Da parte sua, la Cina aveva risposto alle accuse del Pentagono, secondo cui, a seguito dell’estensione delle attività di una nave cinese nelle acque rivendicate dal Vietnam, Pechino si stava “nuovamente intromettendo con la forza nelle attività relative al settore degli idrocarburi che il Vietnam porta avanti da tempo nel Mar Cinese Meridionale”. 

Una nave per le indagini geologiche, la Haiyang Dizhi 8, battente bandiera cinese, era già entrata nelle acque del Mar Cinese Meridionale rivendicate dal Vietnam all’inizio del mese di luglio. Dopo circa un mese trascorso nell’area, Hanoi aveva reso noto che la Haiyang Dizhi 8 aveva lasciato la zona, per poi fare ritorno il 13 agosto, accompagnata da almeno due altre imbarcazioni cinesi. Il ritorno delle navi della Cina aveva allarmato Hanoi, che aveva inviato numerose navi per seguire da vicino la flotta di Pechino.  

Il Mar Cinese Meridionale è un’area contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte del Mar Cinese Meridionale generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Se Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, Washington presidia la zona per garantire la libertà di navigazione e difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.  

La questione del Mar Cinese Meridionale, dunque, rappresenta un ulteriore elemento di tensione tra Cina e Stati Uniti, tra i quali è in atto una guerra commerciale, iniziata il 23 marzo 2018 quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni dall’estero rispettivamente di acciaio e alluminio. Ad oggi, dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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