Conte incaricato di formare un governo: l’Italia protagonista in UE

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 14:16 in Europa Italia

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha affidato a Giuseppe Conte l’incarico di formare un nuovo governo, nella mattinata del 29 agosto. Nel suo discorso, il premier incaricato ha parlato di Europa e della posizione dell’Italia nel mondo. 

“Non sarà un governo ‘contro’, ma un governo ‘per’ i cittadini e per modernizzare il Paese. Realizzerò un governo nel segno della novità è quello che richiedono anche le forze politiche”, ha affermato Conte nella conferenza stampa al Quirinale. “Siamo agli albori di una nuova legislatura europea e dobbiamo recuperare il tempo perduto per restituire all’Italia, Paese fondatore dell’Unione, il ruolo da protagonista che merita. Il Paese ha l’esigenza di procedere speditamente”, ha aggiunto Conte. Il premier uscente deve quindi consultare i leader del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico per finalizzare l’accordo che potrebbe portare ad un nuovo esecutivo giallo-rosso. 

Nel suo discorso, Conte ha fatto anche riferimento alla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti e alle difficolta finanziarie globali derivanti dai dazi imposti dalle due potenze. “Stiamo attraversando una congiuntura economica che presenta diverse criticità”, afferma e poi cita direttamente le tensioni tra Pechino e Washington e l’avvicinarsi delle scadenze europee relative alla legge di bilancio. Da parte sua, l’Europa è ottimista sulle vicende italiane. Il commissario europeo, Guenther Oettinger, membro dei conservatori tedeschi, si è mostrato favorevole alla prospettiva di un nuovo governo filo-europeo in Italia, affermando che vedeva buoni sviluppi nel Paese. Bruxelles è pronta a “fare tutto per rendere più facile il lavoro del nuovo governo italiano quando entrerà in carica e quindi è pronta a premiarlo”, ha dichiarato Oettinger in una trasmissione radiofonica. 

Il clima in Europa, dunque, è disteso e le istituzioni europee vedono di buon occhio un possibile esecutivo che non comprenda la Lega, notoriamente euroscettica. Questo dato anche l’avvicinarsi dello scadere dei termini di presentazione della legge di bilancio. In questo contesto, Bruxelles vuole evitare che si replichino le dinamiche dello scorso anno. Nell’autunno del 2018, in sede di discussione e approvazione dell’ultima legge di bilancio del governo Lega-Cinque Stelle, i rappresentanti italiani si sono scontrati con la Commissione Europea. Roma proponeva una spesa pubblica che avrebbe inciso molto sul debito e le autorità europee minacciavano di non approvare il bilancio, a causa della scarsa sostenibilità del budget italiano.

Il braccio di ferro si è concluso con una riduzione della spesa pubblica italiana, con la promessa di scongelare ulteriori risorse se i parametri economici e finanziari fossero migliorati. I timori per il deficit dell’Italia sono riemersi a seguito di una previsione della Commissione Europea che vede il deficit di Roma superare il tetto del 3%, nel 2020. In caso di sforamento scatterebbe una procedura per indebitamento eccessivo e, in caso di mancato risanamento del bilancio, lo Stato sarebbe sottoposto a sanzioni. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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