Afghanistan, Stati Uniti: “Non ritireremo le truppe”

Pubblicato il 29 agosto 2019 alle 18:24 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato che Washington ridimensionerà ulteriormente le truppe in Afghanistan, ma che i militari rimarranno nel Paese anche qualora gli americani dovessero raggiungere un accordo con i talebani. 

Nel corso della dichiarazione, rilasciata nel corso di una intervista con Radio Fox News, giovedì 29 agosto, Trump ha specificato che dei circa 14.000 militari americani presenti in Afghanistan, 8.600 rimarranno in missione nel Paese, in quanto è necessario “rimanere sempre presenti in Afghanistan” per mantenere il Paese “sotto osservazione” 

In particolare, il presidente americano ha dichiarato che la presenza americana, seppur ridimensionata, sarà fonte di “informazioni di intelligence” e che, in caso di attacco contro gli Stati Uniti, i militari “torneranno in Afghanistan con una forza mai vista in precedenza”. 

In linea con le dichiarazioni di Trump, il capo dello stato maggiore congiunto delle forze armate statunitensi, Joseph Dunford, aveva dichiarato, mercoledì 27 agosto, che fosse “prematuro pensare al destino delle forze antiterrorismo americane in Afghanistan senza prima avere una migliore ricognizione di quali potranno essere le future condizioni del Paese”Dunford aveva altresì reso noto che, dato lo stato attuale della sicurezza in Afghanistan, l’esercito afghano necessita il supporto degli Stati Uniti per contrastare gli episodi di violenza, ma che “se nel futuro dovessero cambiare le condizioni di sicurezza, allora la posizione di Washington potrà adattarsi”. 

L’annuncio di Trump smentisce quanto reso noto precedentemente dai talebani, ovvero che i due Paesi erano vicini a siglare un accordo e che Washington avrebbe ritirato le truppe in missione in Afghanistan entro 14 o 24 mesi. La decisione giunge, probabilmente, in risposta a quanto rivelato dai talebani, lunedì 26 agosto, quando questi avevano dichiarato che il raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti non avrebbe fermato l’insorgenza dei militanti contro il governo dell’Afghanistan, sostenuto da Washington, ma che al contrario i talebani avrebbero continuato “la loro lotta contro il governo afghano, per rovesciarlo e assumere il potere con la forza”.  

In base a quanto finora reso noto, gli accordi raggiunti tra l’inviato americano per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalizad, e alcuni rappresentanti dei talebani, da mesi impegnati in un processo di dialogo sotto l’egida del Qatar, prevedevano il ritiro delle truppe americane in Afghanistan in cambio di garanzie in materia di sicurezza da parte dei talebani, incluso l’impegno che l’Afghanistan non diventi un rifugio per le organizzazioni terroristiche. La data immaginata da Trump per la firma dell’accordo finale era il primo settembre, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan e in un momento delicato per gli Stati Uniti che si accingono ad entrare in campagna elettorale.   

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto scorso, al momento l’Afganistan si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i militanti dell’ISIS, mentre la seconda i talebani. Questi ultimi si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali, nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.     

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play  

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.