Yemen, la guerra del Sud: l’esercito nazionale conquista Aden

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 11:05 in Medio Oriente Yemen

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Secondo quanto riferito da diverse fonti, l’esercito nazionale yemenita, affiliato al governo legittimo, nella giornata di mercoledì 28 agosto, ha preso il controllo di Zinjibar, la capitale del governatorato di Abyan, e si è diretto successivamente verso Aden, dove ha occupato l’aeroporto.

Come segnalato dal ministro delle comunicazioni yemenita, Moammar Al-Eryani, l’esercito yemenita è stato accolto con favore dalla popolazione di Abyan. Inoltre, è stato sottolineato che il governo yemenita sta continuando a riportare sicurezza e stabilità in tutte le province liberate dalle forze secessioniste ma, allo stesso tempo, profonde sforzi per risolvere la battaglia principale, ovvero quella contro i ribelli sciiti Houthi, sostenuti dall’Iran.

Lo stesso ministro ha poi riportato dell’ingresso dell’esercito del governo legittimo ad Aden, dove è stato dapprima preso il controllo dell’aeroporto della città e di altre aree. “È una vittoria che non sarebbe stata raggiunta senza la determinazione degli uomini onesti, la solidarietà di tutto il popolo delle province meridionali ed il  sostegno  della coalizione” è stato dichiarato. 

Il ministro dell’Interno dello Yemen, Ahmed al-Massari, ha annunciato che Aden è completamente sotto il controllo delle forze legittime. Il ministro ha confermato l’imposizione di un coprifuoco temporaneo ad Aden, Abyan e Lahj e ha invitato i combattenti delle forze secessioniste ad arrendersi . Secondo il consigliere del presidente yemenita, Abdulmalik Al-Mekhlafi, il prossimo passo, dopo aver riportato stabilità ad Aden, sarà la liberazione di Taizz. 

Il giorno precedente, il 27 agosto, l’esercito yemenita, è riuscito ad entrare ad Abyan, governatorato situato nel Sud dello Yemen, a circa 100 km a Est di Aden. In particolare, le forze del governo hanno raggiunto la città costiera di Shoqra, facente parte di tale governatorato, e si sono scontrate con le milizie della cintura di sicurezza, affiliate al Consiglio di transizione meridionale. Già il 20 agosto scorso, l’area era stata interessata da violenti scontri tra le forze di sicurezza speciali filo-governative e le milizie del Consiglio di transizione meridionale, appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti.

Come riportato da Al-Jazeera il 28 agosto, le forze alleate con gli Emirati hanno perso il controllo di Shoqra, dopo violenti scontri che hanno visto l’impiego di armi pesanti, come carri armati e missili Katyusha. Inoltre, secondo quanto rivelato da testimoni locali, veicoli militari carichi di soldati e armi, sono passati dalla città di Mudiya, sulla strada verso Shabwa, per portare rinforzi alle forze governative.

Aden, capitale provvisoria e sede del governo, sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, coadiuvati dalle forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. Le forze secessioniste sono rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale.

Il 27 agosto, in un incontro tenutosi a Riad con l’inviato delle Nazioni Unite in Yemen, Martin Griffiths, ed il Segretario di Stato britannico per gli affari del Medio Oriente, Andrew Morrison, il presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, ha affermato che il governo si sta adoperando per superare le ripercussioni degli ultimi eventi verificatisi ad Aden, Abyan e Shabwa, con l’obiettivo di trovare soluzioni, in collaborazione con l’Arabia Saudita, ed in conformità con i principi nazionali. “I problemi relativi agli ultimi eventi non ci impediranno di trovare soluzioni finali e soddisfare le volontà del popolo yemenita” sono state le parole del presidente.

Dal canto suo, il capo del Consiglio di transizione meridionale, Aidarus al-Zubaidi, il 27 agosto, ha promesso di restituire truppe alla Shabwani Elite, un’unità militare locale, ed ha descritto l’azione delle forze governative un atto di aggressione.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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