Regno Unito: Johnson chiede alla Regina di sospendere i lavori del Parlamento

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 19:41 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Parlamento inglese verrà sospeso dalle proprie attività dopo pochi giorni dal suo rientro dalla pausa estiva, previsto per il 3 settembre. Al termine della sospensione, la sessione del Parlamento verrà aperta dal discorso della Regina, con cui verrà annunciata l’agenda del primo ministro inglese, Boris Johnson.

La decisione, comunicata dal premier, ha già ricevuto l’approvazione da parte della Regina, la quale ha reso noto che “tra il 9 e il 12 settembre” il governo potrà sospendere le attività del Parlamento “fino al 14 ottobre”, a solo qualche giorno di distanza dalla Brexit, programmata per il 31 ottobre. 

Con la sospensione delle attività del Parlamento, l’opposizione si è vista tagliare il tempo a disposizione per l’approvazione della legge in base alla quale Johnson avrebbe dovuto richiedere un ritardo della Brexit, che l’opposizione voleva adottare per impedire un’uscita dall’UE senza un accordoPer tale ragione, il presidente della Camera dei Comuni, John Bercow, ha reputato la mossa del premier un “oltraggio costituzionale”, essendo finalizzata a “impedire ai deputati del Parlamento sia di continuare a discutere della Brexit, sia di rispettare i propri doveri relativi alla definizione della direzione del Paese”. 

In maniera simile, il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbin, ha dichiarato che “la sospensione del Parlamento non è accettabile. Quello che sta facendo Johnson è un furto con scasso alla nostra democrazia per forzarla verso l’uscita senza un accordo”. 

Da parte sua, Johnson ha dichiarato che ritenere la sospensione motivata dal desiderio di forzare l’uscita senza l’accordo sia “totalmente inesatto”, dal momento che i membri del Parlamento avranno in ogni caso “ampio tempo” per discutere dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. 

Prima che il Parlamento riprenda la sua normale attività, Johnson ha chiesto alla Regina di tenere un discorso icui annunciare l’agenda politica del governo per i prossimi anni. In tale ottica, ha spiegato Johnson, la sospensione dei lavori del Parlamento potrà fornire al primo ministro il tempo necessario per definire il programma.  Il discorso della regina è uno dei momenti più solenni della politica inglese ed è consuetudine che prima che questo avvenga il Parlamento interrompa le proprie attività per un periodo di tempo che va dai 5 ai 20 giorni. Tenuto nel corso della cerimonia annuale di apertura del Parlamento, il discorso della regina segna l’inizio di una sessione parlamentare ma, secondo quanto ricostruito da Reuters, l’ultimo si è tenuto nel 2017 

Dopo il discorso della regina, il Parlamento dovrà discutere per alcuni giorni dell’agenda di governo che verrà annunciata, per poi votare la fiducia tra il 21 e il 22 ottobre. Qualora Johnson dovesse perdere, sarà costretto a rassegnare le sue dimissioni, a seguito delle quali il Paese andrà ad elezioni anticipate. 

Nel frattempo, mentre i parlamentari discuteranno dei temi enunciati nel discorso della Regina, Johnson sarà a Bruxelles, per partecipare avertice con l’UE programmato per il 17 e 18 ottobre e finalizzato a raggiungere un “accordo dell’ultimo minuto”. 

In questo momento, Londra si trova nel mezzo di una crisi costituzionale interna e di una resa dei conti con l’UE poiché Johnson si è impegnato a lasciare il blocco in 66 giorni, con o senza accordo, a meno che Bruxelles non accetti di rinegoziare l’uscita del Regno Unito. Il punto critico della trattativa è il backstop, una clausola che impedirebbe il ritorno di un confine duro in Irlanda, unica frontiera terrestre tra Gran Bretagna e UE, misura duramente contrastata da Johnson in quanto renderebbe il Regno Unito dipendente dall’UE. 

Il “backstop” era stato negoziato dall’ex premier, Theresa Mayprevede che la Gran Bretagna rimanga in un’unione doganale temporanea con l’UE dopo la Brexit, fino a soluzione migliore. I legislatori inglesi hanno finora respinto per tre volte l’accordo di recesso concordato tra l’esecutivo e l’Unione Europea, approfondendo una crisi di tre anni che minaccia lo status della Gran Bretagna come uno dei principali centri finanziari del mondo e destinazione stabile degli investitori stranieri. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play  

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.