Putin presenta i tre candidati alla presidenza dell’Inguscezia

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 6:30 in Russia

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Il presidente russo Vladimir Putin ha presentato tre candidati al parlamento della Repubblica di Inguscezia per il posto di Presidente della Repubblica, una delle 23 che formano la Federazione Russa. I tre candidati scelti da Putin sono il leader in carica Mahmud-Ali Kalimatov, il deputato supplente della Duma Nazran Uruskhan Evloev e il senior manager dell’azienda Vympel Communications Magomed Zurabov. Lo ha riferito il servizio stampa del parlamento della repubblica di Inguscezia.

“Il presidente russo Vladimir Putin ha presentato i seguenti candidati all’esame dei deputati dell’Assemblea nazionale della Repubblica di Inguscezia: Evloev Uruskhan Khasanovich, deputato del consiglio comunale della formazione municipale del distretto cittadino di Nazran; Magomed Alikhanovich Zurabov, senior manager e specialista della regione della società per azioni pubblica Vympel Communications e il Presidente ad interim della Repubblica di Inguscezia Mahmud-Ali Maksharipovich Kalimatov” – si legge nella nota del parlamento di Magas.

In Inguscezia, secondo la legislazione locale, non si svolgono le elezioni dirette del Presidente della Repubblica. Il voto diretto è sostituito dalla procedura per l’elezione del capo della repubblica da parte dei deputati al parlamento tra tre candidati proposti dal presidente della Federazione Russa, che a sua volta sceglie tra una rosa di nomi proposta dei partiti con rappresentanza al parlamento di Magas. Le elezioni si terranno in un’unica giornata elettorale, l’8 settembre 2019. Sarà eletto presidente il candidato che otterrà la maggioranza assoluta dei voti dei 32 parlamentari.

Il 26 giugno, il presidente russo Vladimir Putin ha accettato le dimissioni di Yunus-Bek Yevkurov, tenente generale della marina federale di 56 anni al potere in Inguscezia dal 2008, e ha nominato il presidente ad interim della repubblica, il sessantenne Mahmud-Ali Kalimatov, che negli ultimi anni ha lavorato come capo di Rosprirodnadzor, l’agenzia federale per la protezione delle risorse naturali, nella regione di Samara.

Tra settembre e novembre dello scorso anno, uno scambio di territori con la vicina Cecenia ha causato proteste e manifestazioni in Inguscezia, minando l’autorità di Yevkurov e costringendo Mosca a inviare rinforzi della guardia nazionale. Yevkurov, che aveva firmato l’accordo, ha poi ritirato nel febbraio 2019, la legge che lo aveva ratificato. Lo scorso 26 marzo le proteste sono riprese chiedendo un referendum sull’accordo e le dimissioni di Yevkurov, che dopo tre mesi di polemiche ha lasciato, ottenendo una nomina al ministero della Difesa di Mosca. L’accordo non è ancora stato ratificato e l’Inguscezia rimane strettamente monitorata dal Cremlino. In un gesto distensivo, lo scorso 21 agosto, la procura russa ha deciso di mandare a processo tredici ufficiali della polizia e della guardia nazionale i cui battaglioni avevano usato violenze contro i manifestanti nei mesi scorsi.

 

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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