Marocco: tratti in salvo 62 migranti

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 16:05 in Immigrazione Marocco

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La Marina reale del Marocco ha tratto in salvo, il 27 agosto, 62 migranti irregolari, a bordo di una nave che rischiava di affondare.

L’imbarcazione navigava nel Mar Mediterraneo, a circa 24 chilometri a Nord delle coste di Sidi Abed, a largo della città di Al –Hoceima, nel Nord del Marocco. La barca era danneggiata e piena d’acqua quando le forze della Marina sono riuscite a raggiungerla. I migranti salvati, tra cui 3 donne, sono originari dei Paesi sub-sahariani, tra cui Nigeria, Guinea, Gambia e Camerun. Questi sono stati portati nella città di Al Hoceima, dopo aver ricevuto l’assistenza medica necessaria.  

Stando a dati ufficiali marocchini, nel 2018, le autorità  hanno frenato circa 89.000 casi di immigrazione clandestina, inclusi 29.000 tentativi via mare. Il responsabile per l’immigrazione ed il controllo delle frontiere presso il Ministero dell’Interno marocchino, Khalid Zerouali, ha evidenziato che le forze di sicurezza marocchine hanno bloccato più di 40.300 migranti irregolari nella prima metà del 2019. 

Di fronte all’aumento dei flussi migratori, nel 2018, l’Unione Europea ha stanziato, per il Marocco, 140 milioni di euro di aiuti, con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione irregolare, smantellare le reti di trafficanti e proteggere i migranti da situazioni di vulnerabilità. Inoltre, il Ministero dell’Interno spagnolo, nel mese di giugno scorso, ha promesso al Marocco lo stanziamento di 26 milioni di euro per sostenere gli sforzi profusi per contrastare il flusso di migranti irregolari diretti in Europa. La Spagna ha altresì rappresentato un megafono per il Marocco al tavolo delle discussioni in ambito europeo, in cui ha evidenziato come il contributo finanziario dell’Unione Europea non sia sufficiente a porre fine al problema.

Secondo l’Associazione marocchina per i diritti umani, l’immigrazione irregolare genera un ingente profitto per i trafficanti, che guadagnano tra i 2.000 e i 5.000 euro per ogni migrante che attraversa il Mediterraneo. A tal proposito, la stessa associazione ha criticato le autorità marocchine, affermando che il governo ha perseguito e bloccato le vittime invece di concentrarsi sui trafficanti.

Nel 2018, il Marocco è divenuto il punto di partenza principale per i migranti diretti verso l’Europa, superando la Libia, dove il sostegno dell’Unione Europea alle autorità della Guardia Costiera ha portato ad un miglioramento significativo della questione. Il regno maghrebino dista solo 14 km dalla costa spagnola e condivide i propri confini con due enclave poste a Nord, anch’esse spagnole, Ceuta e Melilla. Queste ultime sono circondate da una rete con filo spinato alta 6 metri. Il governo marocchino si sta adoperando per costruire un’ulteriore barriera di 3 metri all’interno del proprio territorio al confine con Ceuta, con l’obiettivo di ostacolare il passaggio al confine.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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