India: la Corte Suprema esamina la questione del Kashmir

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 13:09 in India Pakistan

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La Corte Suprema dell’India sta esaminando le questioni legali legate alla decisione del governo di revocare lo status speciale del Kashmir indiano e ha chiesto all’esecutivo di spiegare la propria posizione. 

La Corte ha tenuto un’audizione preliminare sulla questione, mercoledì 28 agosto, e ha dichiarato che cinque giudici inizieranno un’audizione nel mese di ottobre. Questa ha poi ordinato al governo federale di presentare le proprie risposte a 14 quesiti in modo da informare i magistrati in merito alle giustificazioni dietro le restrizioni imposte alle telecomunicazioni nella regione.

In questo contesto, tuttavia, i politici indiani risultano uniti contro un nemico comune. Rahul Gandhi, leader del principale partito di opposizione di Nuova Delhi, il Congresso Nazionale Indiano, ha affermato che il Kashmir è una questione interna dell’India e che il Pakistan “istiga e sostiene la violenza” nella regione. “Non sono d’accordo con questo governo su molte questioni. Ma lasciatemi chiarire questo punto: il Kashmir è una questione interna dell’India e non vi è spazio per il Pakistan o per qualsiasi altro Paese straniero per interferire”, ha twittato Gandhi.

Intanto, il ministro per la Scienza e la Tecnologia del Pakistan, Fawad Chaudhry, aveva annunciato, martedì 27 agosto, che il suo governo sta valutando il ripristino della chiusura totale dello spazio aereo pakistano ai voli provenienti dall’India. Il governo ha poi dichiarato di star considerando anche la “chiusura dell’accesso ai veicoli indiani alle rotte commerciali con l’AfghanistanStando alle parole di Chaudry, attualmente il Pakistan sta valutando le formalità legali necessarie per assicurare la validità di entrambi i provvedimenti. 

Le dichiarazioni del Pakistan giungono il giorno successivo alle parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha dichiarato di ritenere che l’India e il Pakistan siano in grado di risolvere la crisi in Kashmir tra di loroma di restare a disposizione, come chiesto da Islamabad, in caso di necessità. Solo qualche ora prima, il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, aveva annunciato, però, di non avere più intenzione di parlare con l’India, a causa del rifiuto di quest’ultima di avviare un processo di dialogo. 

I contrasti tra India e Pakistan in relazione al Kashmir vanno avanti da decenni. Tale regione si trova al confine tra i due Paesi ed è suddivisa in 3 aree, tutte oggetto di dispute territoriali e causa di rivalità. Ad incrementare ulteriormente le tensioni tra i due Stati asiatici, le accuse dell’India al Pakistan in merito al sostegno fornito ai militanti separatisti nel Kashmir, smentito da Islamabad. Le tensioni hanno raggiunto l’apice il 2 agosto, dopo che le forze di sicurezza indiane avevano rivelato di aver sventato un attentato in Kashmir, pianificato, a loro avviso, dai militanti supportati dal Pakistan. Da qui, la decisione di isolare alcune aree del Kashmir indiano e di arrestare alcuni politici locali.

La situazione è precipitata quando il 5 agosto, il governo indiano ha abolito lo status speciale della contesa regione del Kashmir, per ragioni di sicurezza. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste caratterizzate dal lancio di pietre contro i militari. Il 21 agosto, nel corso delle proteste, 2 persone, tra cui un ufficiale di polizia e un ribelle armato, sono rimaste uccise in uno scontro a fuoco tra esercito e manifestanti.   

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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