Hong Kong: pressioni della polizia e della Cathay Pacific Airways sulle proteste

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 9:06 in Cina Hong Kong

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Gli organizzatori delle proteste di Hong Kong avevano programmato una manifestazione fuori dalla Cathay Pacific Airways, mercoledì 28 agosto, ma hanno dovuto spostare la protesta nel centro della città, in seguito alle pressioni della polizia e della compagnia aerea. 

La Confederazione dei sindacati di Hong Kong (HKCTU) ha cambiato la sede della protesta che si svolgerà nel distretto finanziario centrale, per ragioni legate alla sicurezza. La manifestazione dovrebbe iniziare alle 16:00, per protestare contro il percepito “terrore bianco”, un’espressione comune per descrivere il clima di paura creato da atti anonimi contro i partecipanti. La Cathay è considerata un’azienda vittima dell’autoritarismo cinese, dopo che Pechino ha richiesto la sospensione del personale, dopo che molti di questi avevano partecipato alle manifestazioni antigovernative. “Cathay Pacific desidera sottolineare che supporta pienamente il rispetto della Legge fondamentale e tutti i diritti e le libertà da essa garantiti”, afferma la dichiarazione della compagnia aerea successiva a tali eventi, riferendosi alla mini-costituzione in base alla quale viene governata Hong Kong.

Iniziate il 31 marzo, dopo tre mesi, le manifestazioni si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Le proteste si sono verificate quasi quotidianamente, e a volte sono state organizzate con poco preavviso, al fine di interrompere il regolare corso degli affari nella città. Quelle verificatisi in aeroporto sono state le più importanti del movimento anti-governativo, segnando un forte impatto sull’economia e sul turismo di Hong Kong. L’oggetto principale delle proteste è la revoca di un disegno di legge, presentato dal capo dell’esecutivo della città, Carrie Lam, che permetterebbe l’estradizione in Cina dei cittadini di Hong Kong. Inoltre, i manifestanti chiedono le dimissioni della Lam, nuove elezioni democratiche, il rilascio di tutti i manifestanti arrestati durante i precedenti raduni e un’indagine sull’utilizzo della forza da parte della polizia per reprimere il dissenso.

Gli scontri violenti tra le forze dell’ordine e i manifestanti hanno fatto precipitare Hong Kong nella sua peggiore crisi, sin dal passaggio dal dominio britannico a quello cinese, nel 1997. Le proteste hanno messo a dura prova l’economia e il turismo della città, e la speciale regione amministrativa si trova all’apice della sua prima recessione in un decennio. Inoltre, tali manifestazioni rappresentano una delle maggiori sfide populiste per il presidente cinese, Xi Jinping, da quando è salito al potere nel 2012. Al momento, non vi sono segnali di una de-escalation e Carrie Lam, sebbene si sia detta aperta al dialogo, continua ad ignorare le richieste dei manifestanti. L’attuale Consiglio Legislativo dell’isola termina il proprio mandato nel mese di luglio 2020 e se l’emendamento in questione non verrà portato avanti e trasformato in legge prima di allora, decadrà spontaneamente. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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