Esplosioni a Gaza, morti 3 palestinesi

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 9:25 in Israele Palestina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo quanto dichiarato da autorità palestinesi, mercoledì 28 agosto regna lo stato di allerta sulla Striscia di Gaza, dopo due esplosioni che, nella serata del 27 agosto, hanno causato la morte di 3 poliziotti palestinesi.

A detta del ministero dell’Interno, le esplosioni hanno interessato posti di blocco, situati sulla Striscia di Gaza. Al momento, il bilancio include 3 membri del personale di sicurezza e numerosi feriti palestinesi. È stato lo stesso ministero ad aver dichiarato lo stato di allerta. Un portavoce del ministero, Iyad Al-Bism, ha affermato che le forze di sicurezza stanno proseguendo nelle indagini, per scoprire i responsabili dell’accaduto, sottolineando che i colpevoli non rimarranno impuniti. Tuttavia, non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Secondo testimoni oculari, la prima esplosione ha distrutto un veicolo mentre passava ad un checkpoint di sicurezza, con due persone a bordo. 2 poliziotti sono morti e un palestinese è stato gravemente ferito. Non era chiaro, però, se i passeggeri fossero tra le vittime. Il ministero dell’Interno di Hamas ha poi aggiunto che la seconda esplosione è avvenuta meno di un’ora dopo. Questa ha causato la morte di un altro uomo della sicurezza e il ferimento di diverse persone, che si trovavano ad un posto di blocco in un’altra area, nel Sud-Ovest di Gaza.

Un corrispondente di Al-Jazeera ha affermato che i membri della sicurezza nella Striscia di Gaza non hanno rivelato i nomi e la descrizione degli autori degli attentati, e non è chiaro se gli incidenti siano stati perpetrati da un singolo o se vi sia stato un organismo coordinatore.

Israele, dal canto suo, ha negato di aver colpito la Striscia di Gaza, dopo che, il 27 agosto, aveva bombardato due posizioni di Hamas nei pressi della città di Beit Lahia, nel Nord di Gaza, in risposta a dei missili lanciati, il 25 agosto, contro la città israeliana di Sderot.

La notizia giunge in un momento in cui si prevedeva che l’Egitto riprendesse i colloqui con una delegazione di Hamas, per porre una tregua tra Israele e Palestina, fungendo da mediatore. A tal proposito, il 27 agosto, fonti egiziane hanno rivelato che l’Egitto ha messo in guardia Hamas da una guerra per procura a favore di Hezbollah e Iran, chiedendo per iscritto di rispettare gli accordi di tregua. Le fonti egiziane hanno poi aggiunto che Il Cairo sta lavorando per raggiungere una tregua, con l’obiettivo di consentire l’ingresso di aiuti a Gaza, ed ha altresì indicato nuove misure per allentare la pressione su Gaza nel prossimo periodo. Non da ultimo, l’Egitto ha anche invitato Israele a rispettare una tregua nell’area.

Gli eventi di martedì 27 agosto sono stati gli ultimi di una serie di incidenti transfrontalieri che hanno sollevato preoccupazioni per un’ulteriore escalation, in vista delle prossime elezioni israeliane del 17 settembre. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è in corsa, con oppositori politici che chiedono un’azione più dura contro Hamas.

In tale quadro, lo scorso 26 agosto, “obiettivi terroristici” sono stati colpiti in un complesso militare di Hamas, nella Striscia di Gaza settentrionale, tra cui l’ufficio di un comandante del battaglione di Hamas. Inoltre, Israele ha anche annunciato di stare riducendo della metà il carburante che convoglia nella centrale elettrica principale della Striscia, il che significa un taglio alla già scarsa fornitura di energia elettrica di Gaza.

Le autorità israeliane hanno accusato Hamas di essere responsabile dell’ultima escalation di violenza, che mina la tregua mediata dalle Nazioni Unite e dall’Egitto. Questa, negoziata il 26 marzo scorso, prevede un alleggerimento del blocco israeliano di Gaza in cambio della fine delle operazioni militari dall’enclave palestinese. In particolare, l’esercito israeliano accusa Hamas di non fare abbastanza per frenare la sua alleata Jihad islamica, considerata vicino all’Iran, nemico di Israele.

Dal 2008, Israele ha condotto tre guerre sulla Striscia di Gaza, uccidendo migliaia di persone, per lo più civili palestinesi. Israele considera Hamas responsabile di tutte le violenze di Gaza, mentre Hamas afferma che Israele è la causa dello stato di rabbia e pressione inflitta ai residenti dell’area, a causa del continuo assedio.

Il ministero della Sanità di Gaza ha affermato che dall’inizio delle proteste settimanali della Grande Marcia del Ritorno, ovvero una serie di proteste iniziate a Gaza il 30 marzo 2018, l’esercito israeliano ha ucciso più di 300 manifestanti e ferito altri 17.000.  Anche 7 israeliani sono stati uccisi.

 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.