Corea del Nord: Francia, Germania e Regno Unito condannano i lanci dei missili

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 15:17 in Corea del Nord Europa

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Tre importanti Paesi europei, Francia, Germania e Regno Unito, hanno condannato i “ripetuti lanci provocatori” dei missili balistici della Corea del Nord, evidenziando come i test effettuati violino le risoluzioni delle Nazioni Unite.  

La critica, avanzata tramite una dichiarazione congiunta, giunge in seguito al vertice a porte chiuse con il capo politico delle Nazioni Unite, Rosemary Di Carlo, il quale era stato interpellato dai 3 alleati degli Stati Uniti per via della loro “seria preoccupazione” connessa ai lanci effettuati da Pyongyang. 

All’interno della dichiarazione, Francia, Germania e Regno Unito hanno altresì esortato la Corea del Nord “a prendere parte al significativo processo di negoziato con gli Stati Uniti”, come concordato tra i due presidenti, Kim Jong Un e Donald Trump, lo scorso 30 giugno.  

L’invito deriva dal fatto che, secondo quanto dichiarato dai 3 Paesi europei, “l’unico modo per garantire la sicurezza e la stabilità della penisola coreana e della regione è che Pyongyang si riattivi diplomaticamente e faccia progressi in termini di denuclearizzazione”. 

In merito alle sanzioni imposte alla Corea del Nord, i 3 Paesi hanno dichiarato che queste debbano rimanere attive e che debbano essere pienamente e severamente applicate, fino a quando i programmi nucleari e balistici di Pyongyang non verranno abbandonati”. 

I lanci a cui fanno riferimento Francia, Germania e Regno Unito rientrano nella lunga serie di test missilistici effettuati da Pyongyang nelle ultime settimane. In particolare, il 24 agosto, la Corea del Nord aveva lanciato 2 missili balistici a corto raggio nel mare a largo della costa orientale, suscitando le reazioni dei vicini Paesi asiatici. La Corea del Sud aveva annunciato la sua “forte preoccupazione”, mentre il Giappone aveva evidenziato “la chiara violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite”. Successivamente, Tokyo aveva altresì reso noto di credere che gli ultimi missili utilizzati siano un nuovo tipo di modello balistico a corto raggio, che potrebbero rappresentare una seria minaccia per la sicurezza del Giappone. 

A destare ulteriormente preoccupazione, anche la notizia diffusa da Tokyo riguardante l’effettiva manifattura, da parte di Pyongyang, di testate nucleari “in miniatura”in grado di essere inserite nei missili balistici impiegati dalla Corea del Nord.  

Già nel 2017, la Corea del Nord aveva eseguito una serie di test missilistici nucleari che avevano fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Per tentare di fermare Pyongyang, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative. Il 12 giugno 2018 si è tenuto lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, ma i progressi sono stati irregolari e le sanzioni risultano ancora attive. Da parte sua, Pyongyang continua ad affermare di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio, esercitando pressioni per la revoca delle sanzioni. Secondo Pyongyang, i test dei missili balistici a corto raggio sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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