Afghanistan, talebani: “Vicini a siglare accordo con Stati Uniti”

Pubblicato il 28 agosto 2019 alle 12:57 in Afghanistan USA e Canada

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Un portavoce della delegazione dei talebani impegnata nei negoziati con gli Stati Uniti per la risoluzione del conflitto in Afghanistan, Suhail Shaheen, ha reso noto, mercoledì 28 agosto, di essere prossimi alla sigla dell’accordo con Washington. 

La controparte americana, da parte sua, non ha al momento rilasciato dichiarazioni, ma secondo quanto riportato da alcuni informatori a Reuters, il delegato USA in AghanistanZalmay Khalizad, principale esponente del processo di dialogo, incontrerà nelle prossime ore il presidente afghano, Ashraf Ghani, per fare il punto su quanto concordato fino ad ora con i talebaniSolo dopo che il governo afghano sarà messo al corrente degli ultimi sviluppi, annuncia Reuters, potranno essere rivelati i dettagli del patto. 

Intanto, secondo quanto reso noto da un funzionario, i talebani e gli americani hanno concordato che Washington ritirerà le truppe in missione in Afghanistan in un lasso di tempo che va dai 14 ai 24 mesi.  

L’annuncio di Shaheen giunge in seguito alle dichiarazioni di un rappresentante dei talebani, rilasciate lunedì 26 agosto, secondo cui il raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti non fermerà l’insorgenza dei militanti contro il governo dell’Afghanistan, sostenuto da Washington, ma che al contrario i talebani “continueranno la loro lotta contro il governo afghano, per rovesciarlo e assumere il potere con la forza”. 

In base a quanto negoziato fino ad ora tra l’inviato americano per la pace in Afghanistan, Zalmay Khalizad, e alcuni rappresentanti dei talebani, da mesi impegnati in un processo di dialogo sotto l’egida del Qatar, Washington ritirerà le truppe in Afghanistan in cambio di garanzie in materia di sicurezza da parte dei talebani, incluso l’impegno che l’Afghanistan non diventi un rifugio per le organizzazioni terroristiche. Parallelamente, talebani e americani hannoil 26 agosto, annunciato un ulteriore accordo in base al quale i talebani non attaccheranno i militari americani, che a loro volta interromperanno l’offensiva contro i talebani, a patto che Washington cessi di fornire assistenza e supporto al governo afghano, così da non partecipare in maniera indiretta “alla sua offensiva contro i talebani”. La data immaginata da Trump per la firma dell’accordo finale è il primo settembre, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali in Afghanistan e in un momento delicato per gli Stati Uniti che si accingono ad entrare in campagna elettorale.  

L’Afghanistan è, da decenni, caratterizzato da profonda instabilità. Come evidenziato dal presidente, Ashraf Ghani, in occasione della cerimonia del centenario dall’Indipendenza del Paese dal Regno Unito, che si è tenuta il 19 agosto scorso, al momento l’Afganistan si trova a dover affrontare due principali minacce. La prima vede come protagonisti i militanti dell’ISIS, mentre la seconda i talebani. Questi ultimi si sono affermati come gruppo dominante del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica e, dalla fine di una guerra civile tra diversi gruppi locali, nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per riprendere il controllo del governo.    

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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