Yemen: l’esercito nazionale avanza contro i secessionisti del Sud

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 14:37 in Medio Oriente Yemen

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Secondo quanto affermato da fonti militari, l’esercito yemenita, del governo legittimo, nella mattina di martedì 27 agosto, è riuscito ad entrare ad Abyan, governatorato situato nel Sud dello Yemen, a circa 100 km a Est di Aden.

Il 20 agosto scorso, l’area era stata interessata da violenti scontri tra le forze di sicurezza speciali filo-governative e le milizie del Consiglio di transizione meridionale, appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti. Il 27 agosto, l’esercito del governo legittimo ha raggiunto la città costiera di Shoqra, facente parte del governatorato di Abyan, e si è scontrata con le forze della cintura di sicurezza, affiliate al Consiglio di transizione meridionale.

Gli scontri sono nati dopo il fallimento dei primi tentativi di mediazione, volti a convincere le forze secessioniste a lasciare la città e consegnarla pacificamente. Contemporaneamente, sono in corso trattative, tra l’esercito nazionale, appoggiato dai leader delle tribù, e le forze della cintura di sicurezza a Zinjibar, la capitale del governatorato. In particolare, a detta della fonti, le forze del governo attendono ancora i risultati di tale mediazione, volta a far sì che i membri del Consiglio di transizione si arrendano, consegnino le restanti parti della provincia e si eviti un nuovo spargimento di sangue. L’esercito nazionale si è detto pronto a passare all’attacco, in caso di rifiuto.

Questi ultimi sviluppi giungono il giorno successivo ad un’ulteriore conquista da parte del governo yemenita centrale. Le forze governative yemenite, il 26 agosto, hanno preso il pieno controllo di tutti i distretti della provincia di Shabwa, nel Sud-Est dello Yemen, in seguito al ritiro delle forze degli Emirati Arabi Uniti e del controllo dell’esercito del governo legittimo di numerose postazioni militari.

Nella stessa giornata, il ministro delle comunicazioni yemenita, Muammar al-Iryani, ha annunciato un cessate il fuoco ad Aden, Abyan e Shabwa, in risposta a un invito del comando congiunto della coalizione a guida saudita. Le forze separatiste, hanno accolto l’appello, mostrandosi aperte a collaborare con l’Arabia Saudita, e hanno rinnovato il proprio impegno nel contrastare il progetto iraniano nella regione, rappresentato dalle milizie di Houthi, e nella lotta al terrorismo, che opera, a detta dei secessionisti, grazie alla copertura del governo yemenita, come dimostrato dall’attacco di Shabwa.

Gli ultimi episodi si inseriscono in una situazione di tensione che ha caratterizzato il Sud dello Yemen nella ultime settimane. Questa ha colpito soprattutto Aden, capitale provvisoria e sede del governo, che sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, coadiuvati dalle forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. Le forze secessioniste sono rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Rabbu Mansour Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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