Turchia: arriva la seconda tranche di missili S-400 dalla Russia

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 6:54 in Russia Turchia

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La seconda tranche dei missili russi S-400 sarà consegnata alla Turchia martedì 27 agosto. 

Lo ha annunciato il ministro della difesa di Ankara, Hulusi Akar, il quale ha ribaltato le dichiarazioni del capo del segretariato delle industrie della difesa turca, Ismail Demir, secondo cui Ankara contava di ricevere la seconda ondata di S-400 a partire dal 2020. 

Secondo le ultime dichiarazioni di Akarinvece, la Russia consegnerà la seconda tranche martedì 27 agosto e continuerà a fornire i sistemi missilistici fino al prossimo aprile 2020. 

Le consegne dei sistemi antiaerei S-400 russi sono iniziate il 12 luglio, secondo quanto ha comunicato il Ministero della Difesa della Turchia. Poco dopo, il 18 luglio, la Casa Bianca ha confermato l’esclusione della Turchia dal programma di addestramento con i caccia F-35 della NATO, ai danni dei produttori turchi che fabbricano i componenti per gli F-35 e della stessa Turchia che non potrà più acquistare circa 100 velivoli inizialmente previsti. L’esclusione della Turchia dipende dal fatto che gli USA sostengono che i sistemi russi siano incompatibili con gli standard della NATO. 

In tale contesto, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri turco, Hami Aksoy, aveva annunciato che la Turchia sarebbe costretta a fare ricorso ad altre alternative, dato che “questa situazione non è accettabile”. Tra le alternative compare la possibilità di fare ricorso agli aerei caccia russi, i Su-35, come dichiarato dal direttore generale della Rostec, la corporazione statale russa per l’assistenza allo sviluppo, produzione ed esportazione di prodotti industriali di tecnologia avanzata, Sergej Chemezov. 

Il graduale avvicinamento della Turchia alla Russia preoccupa gli Stati Uniti, i quali non vogliono che Ankara, uno dei loro alleati chiave in Medio Oriente, membro della NATO dal 1952, sbilanci gli equilibri geopolitici a favore di Mosca. I funzionari USA e NATO hanno ripetutamente dichiarato che le armi russe non possano essere integrate nel sistema di difesa della NATO. 

Gli S-400 sono un sistema di difesa missilistica all’avanguardia, secondo quanto affermato dalla Russia, in grado di intercettare aerei, missili da crociera, missili a medio-raggio, droni e altri sistemi di sorveglianza aerea, anche se le sue capacità complete devono ancora essere testate in combattimento. Gli S-400, con un’autonomia di circa 250 miglia, possono intercettare più obiettivi simultaneamente, con e senza equipaggio, e sono dotati di un sistema anti-accesso o di rifiuto di area che crea una no-fly zone ovunque sia installato il sistema. Per tale ragione, la Russia ha schierato l’S-400 nella sua base in Siria dopo che un F-16 dell’aviazione militare turca ha abbattuto un Su-24 russo operante nel Paese mediorientale, il 24 novembre 2015. Oltre alla Turchia, anche Cina e India hanno dichiarato di essere interessati al sistema balistico di produzione russa. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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