Sudan chiede il ritiro delle truppe ONU entro il 2020

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 9:08 in Africa Sudan

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Il Sudan ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a confermare il ritiro delle truppe di peacekeeper dal Darfur, entro giugno 2020. Tuttavia, l’Unione Africana sostiene che la sicurezza generale nella vasta regione occidentale “rimane instabile”.

L’ambasciatore delle Nazioni Unite per il Sudan, Omer Mohamed Siddig, ha riferito al Consiglio di Sicurezza che è tempo di passare dal mantenimento della pace al consolidamento di quest’ultima per porre fine alle restrizioni di movimento imposte al governo, dentro e fuori la regione. Il 14 giugno, il Consiglio aveva votato all’unanimità per fermare il ritiro della forza congiunta di mantenimento della pace dell’ONU e dell’Unione Africana dal Darfur, mentre il Paese stava affrontando una crisi politica.

Il mandato della forza, nota come UNAMID, era quindi stato prorogato fino al 31 ottobre. L’ONU e l’UA sono tuttavia tenute a formulare un serie di raccomandazioni, entro il 30 settembre, su i passi da intraprendere per continuare il ritiro. Attualmente le Nazioni Unite hanno quasi 5.600 caschi blu in Darfur, sebbene fossero stati messi in atto alcuni piani per ridurre le dimensioni della forza a 4.050.

Il conflitto nel Darfur è scoppiato il 26 febbraio 2003 quando diversi gruppi di ribelli etnici africani hanno preso le armi contro il governo arabo locale, accusandolo di apartheid. Khartoum insiste sul fatto che il conflitto nel Darfur si sia concluso, ma la missione UNAMID, attivata all’inizio del conflitto, non è ancora stata sospesa. Secondo le stime delle Nazioni Unite, più di 300.000 persone sono morte a causa della guerra e circa 2.5 milioni sono gli sfollati. Il governo di Khartum è stato accusato di aver armato alcune tribù locali nomadi arabe e scatenandole contro la popolazione civile, un’accusa che Khartum nega.

Negli ultimi anni, a seguito di una campagna militare governativa di successo, la ribellione è stata ridimensionata e rimane attiva solo una fazione ribelle dell’Esercito di Liberazione del Sudan, guidata da Abdul Wahid Elnur a Jebel Marra. Nel luglio 2018, il Consiglio di Sicurezza ha votato per tagliare drasticamente la forza UNAMID in risposta alla riduzione delle violenze e al miglioramento delle condizioni di sicurezza. La scadenza per terminare la missione era prevista per il 30 giugno 2020.

Smail Chergui, commissario dell’Unione Africana per la Pace e la Sicurezza, ha dichiarato al Consiglio che il Darfur deve ancora affrontare “scontri armati intermittenti” tra le forze governative e i ribelli, che hanno anche rapito civili e personale di organizzazioni non governative per  chiederne riscatto, derubato camion commerciali e saccheggiato le proprietà di giornali e organizzazioni umanitarie. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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