Siria: attacchi aerei russi, i ribelli bombardano Khan Shaykhun

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 9:20 in Medio Oriente Siria

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Diversi morti e feriti, tra cui bambini, sono stati causati da attacchi aerei russi e del regime siriano che, il 26 agosto, hanno colpito alcune zone dell’area rurale nel Nord di Idlib, città situata nell’Ovest della Siria. Le forze di opposizione hanno, invece, lanciato missili su Khan Shaykhun.

Come sottolineato da un corrispondente di Al-Jazeera, è la prima volta che i ribelli attaccano questa città, sin da quando le forze del regime ne hanno preso il controllo, lo scorso 21 agosto. È stato poi sottolineato che 4 civili, di cui 2 bambini, hanno perso la vita a causa dell’offensiva delle forze siro-russe, cui si aggiungono 12 feriti, anch’essi civili. Nello specifico, sono stati colpiti i quartieri residenziali di Bsakla e Ma’aret Hurmah, nel Nord di Idlib, oltre ad altre zone nell’Est. Inoltre, secondo quanto riferito, un buon numero di edifici e proprietà sono stati distrutti.

Precedentemente, il 25 agosto, Khan Shaykhun, città situata nel Sud di Idlib, ha assistito a scontri tra le forze del regime siriano e quelle dei ribelli. Il bilancio delle vittime, per entrambe le fazioni, è stato di almeno 60 morti, tra cui civili. Dal 21 agosto, l’esercito del regime siriano, sostenuto da aerei da guerra e milizie russe, ha preso il controllo di tale città e ha invaso l’area rurale a Sud.

Si tratta di un luogo di importanza rilevante, considerata la maggiore città rurale meridionale di Idlib, attraversata da un’autostrada strategica, parzialmente controllata dalle fazioni di opposizione. Tale strada è un’arteria vitale che collega le città più importanti sotto il controllo delle forze del regime. Questa parte da Aleppo a Nord, attraversa Hama e Homs nel mezzo e poi Damasco, fino a giungere al valico di frontiera con la Giordania. Dopo Khan Shaykhoun, Maarat al-Nu’man è la città successiva su tale autostrada. A detta di alcuni analisti, l’obiettivo del regime è completarne il controllo, grazie anche al sostegno degli alleati russi, in quanto ciò consentirebbe di collegare la capitale Damasco con Aleppo.

Il 24 agosto, le forze filo-siriane si sono concentrate nel Nord di Khan Shaykhun, nel tentativo di continuare l’offensiva nella provincia di Idlib. Il corrispondente di Al Jazeera ha riferito che le forze dell’opposizione hanno risposto lanciando missili sulla città, il 26 agosto. Inoltre, gli stessi ribelli hanno riferito di aver causato morti e feriti tra le file del regime, mentre cercavano di avanzare nella periferia di Latakia.

Sin dalla fine del mese di aprile, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. Sebbene nei primi tre mesi i combattimenti fossero concentrati soprattutto nell’area rurale di Hama, le forze del regime hanno iniziato, l’8 agosto, ad ampliare il proprio campo di azione nella periferia meridionale di Idlib. Tale offensiva ha portato a nuove importanti conquiste per l’esercito del presidente siriano, Bashar Al-Assad, in entrambe le zone.

Dal canto suo, la Turchia, ha dispiegato 12 postazioni di controllo a Idlib e nei dintorni, in base ad accordi con la Russia. Damasco accusa Ankara di stare temporeggiando nell’attuazione di un accordo che prevede l’istituzione di un’area smilitarizzata in tale area. Si tratta del cosiddetto accordo di Sochi, del 17 settembre 2018.

La guerra civile è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive di Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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