Mar Cinese Meridionale, Pechino: “Montatura malevola degli USA”

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 18:28 in Cina USA e Canada Vietnam

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La Cina ha accusato gli Stati Uniti di avanzare critiche infondate e di aver “ingigantito intenzionalmente con malignità” la questione del Mar Cinese Meridionale, dopo che il Pentagono, il giorno precedente, aveva annunciato che Pechino si stava “intromettendo con la forza” in acque rivendicate dal Vietnam. 

Le dichiarazioni della Cina, rilasciate martedì 27 agosto, giungono dopo che una nave da ricognizione cinese aveva esteso, il 24 agosto, le proprie attività in un’area vicina alle coste del Vietnam. Tale operazione era stata vista con preoccupazione dal Pentagono, il quale la aveva interpretata quale dimostrazione della ripresa da parte della Cina “della propria intromissione coercitiva nelle attività relative al settore degli idrocarburi che il Vietnam porta avanti da tempo nel Mar Cinese Meridionale. 

In risposta a tali parole, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Geng Shuang, ha dichiarato, martedì 27 agosto, che “ancora una volta, gli Stati Uniti hanno rilasciato dichiarazioni avventate” e “hanno avanzato critiche infondate contro la Cina, distorcendo completamente i fatti e confondendo il giusto con l’errato”. 

Per tale ragione, ha reso noto Shuang, “la Cina chiede che gli Stati Uniti abbandonino questa loro condotta maligna, per sostituirla con un approccio positivo e costruttivo” verso quelle che sono “le questioni regionali e internazionali”. 

Una nave per le indagini geologiche, la Haiyang Dizhi 8, battente bandiera cinese, era già entrata nelle acque del Mar Cinese Meridionale circostanti le Isole Spratly, rivendicate dal Vietnam, all’inizio del mese di luglio. Secondo quanto reso noto da Hanoi, dopo circa un mese trascorso nell’area, la Haiyang Dizhi 8 aveva lasciato le acque rivendicate dal Vietnam, per poi tornare il 13 agosto, accompagnata da almeno due altre imbarcazioni della guardia costiera cinese. Il ritorno delle imbarcazioni cinesi aveva allarmato Hanoi, che aveva inviato numerose navi per seguire da vicino la flotta di Pechino. 

Il Mar Cinese Meridionale è un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. In particolare, Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte del Mar Cinese Meridionale generano scambi commerciali dal valore di circa 5.000 miliardi di dollari all’anno e sono ricche di giacimenti minerari. Se da un lato Pechino continua a ribadire il suo diritto alla sovranità sulle acque adducendo motivazioni storiche, dall’altro Washington si ostina a presidiare la zona per garantire la libertà di navigazione e difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’areaa sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale. 

Da parte sua, Washington ha più volte espresso preoccupazione in merito alla “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”, data la costruzione di installazioni militari cinesi su isole artificiali e barriere coralline. In tale contesto, il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, aveva criticato, il 1° agosto, durante un incontro con i Paesi del Sud-Est asiatico, la “coercizione” messa in atto da Pechino nel Mar Cinese Meridionale. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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