Libano: trovati esplosivi nei droni israeliani, per Aoun si tratta di una guerra

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 10:08 in Israele Libano

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Hezbollah libanesi hanno dichiarato, martedì 27 agosto, che i droni israeliani che si sono abbattuti nella periferia del Sud di Beirut, il 25 agosto, trasportavano esplosivi dal peso di oltre 5 kg.

L’offensiva di domenica 25 agosto ha visto un drone israeliano precipitare dapprima nelle periferie meridionali di Beirut, controllate dal gruppo islamista Hezbollah, e un secondo drone esplodere nelle vicinanze, nelle prime ore del mattino. Si è trattato del primo incidente di tale tipo da oltre dieci anni.

Rappresentanti di Hezbollah hanno dichiarato, in una nota rilasciata la mattina del 27 agosto, che, dopo che gli esperti hanno smantellato il primo aereo, si è scoperto che questo conteneva un pacchetto, incastrato e avvolto con precisione, con all’interno materiale esplosivo, il cui peso raggiungeva circa 5.5 kg. “Sulla base di questi nuovi dati disponibili dopo lo smantellamento del velivolo e l’analisi del contenuto, confermiamo che l’obiettivo del primo dispositivo non era la ricognizione, bensì mirava ad un bombardamento, proprio come accaduto con il secondo drone” è quanto scritto nella nota.

In tale contesto, il 26 agosto, il presidente libanese, Michel Aoun, ha definito l’attacco israeliano una “dichiarazione di guerra”. Per Aoun, si tratta di un preludio o di una giustificazione di un’azione israeliana, che potrebbe giungere anche in seguito alle minacce del capo di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah. Quest’ultimo, il 25 agosto, ha dichiarato che l’attacco israeliano rappresenta una “missione suicida” e che atti simili non saranno ammessi dal proprio gruppo.

Il quadro degli ultimi giorni comprende altresì tre raid aerei, sempre di provenienza israeliana, che hanno colpito, nelle prime ore di lunedì 26 agosto, una base palestinese, nei pressi del confine con la Siria. La base colpita è situata vicino al villaggio di Qusaya, nella Valle di Bekaa, posta nell’Est del Libano. Durante un incontro con il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jan Kubis, Aoun ha sottolineato che gli ultimi episodi violano la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. Con tale accordo, del 2006, l’Onu chiedeva, tra i diversi punti, una piena cessazione delle ostilità e l’immediata interruzione di tutti gli attacchi da parte degli Hezbollah e di tutte le operazioni militari offensive di Israele.

Sebbene Israele non abbia rivendicato la responsabilità dell’attacco alla base palestinese, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato, il 26 agosto, che il proprio Paese è pronto a difendersi in qualsiasi modo contro l’Iran, che si sta muovendo “su più fronti”. Nella stessa giornata, le Nazioni Unite hanno invitato tutte le parti coinvolte ad esercitare la massima moderazione.

Hezbollah, classificato come un’organizzazione terroristica da Israele e Stati Uniti, è un attore chiave nell’arena politica del Libano. Israele considera tale movimento sciita armato, sostenuto da Teheran, la più grande minaccia per il Paese proveniente dall’esterno dei confini nazionali. I due si sono scontrati nel 2006, in una battaglia lunga un mese, nella quale circa 1200 persone sono morte in Libano, per lo più civili, e altre 158 hanno perso la vita a Israele, in gran parte soldati. A sua volta, Beirut, ha più volte lamentato, nel corso degli ultimi anni, le continue violazioni dello spazio aereo nazionale da parte di corpi aerei israeliani, denunciando la situazione presso le Nazioni Unite.

In tale quadro, l’Iran ed Hezbollah stanno aiutando il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria. La Russia, anch’essa sua alleata, ha finora ignorato apertamente i raid aerei israeliani. Israele, da parte sua, ha reso noto di aver condotto centinaia di raid aerei in Siria contro bersagli iraniani, con l’obiettivo di stabilire una presenza militare permanente in loco, e bloccare carichi di armi indirizzati alle milizie di Hezbollah, supportate dal Libano. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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