Libia, immigrazione: affonda barcone diretto in Europa, almeno 40 tra morti e feriti

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 19:12 in Immigrazione Libia

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Almeno 40 persone mancano all’appello, dopo che un’imbarcazione con a bordo oltre 100 migranti è affondata a largo delle coste della Libia. 

A renderlo noto è l’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (UNHCR), il cui portavoce, Charlie Yaxley, ha aggiunto che del totale delle persone a bordo, circa 60 sono state tratte in salvo e riportate sulle coste libiche 

La dichiarazione del portavoce dell’UNHCR è stata confermata da un portavoce della Guardia costiera libica, Ayoub Qassem, il quale ha specificato che il numero dei migranti fino ad ora soccorsi ammonta a circa 65 persone, provenienti principalmente dal Sudan. I superstiti, secondo quanto reso noto da Yaxley, provengono anche dall’Egitto, dal Marocco e dalla Tunisia.  

Stando a quanto riferito dal portavoce della Guardia costiera libica, sono tuttora in corso le operazioni di ricerca di coloro che non sono stati ancora tratti in salvo. Di questi, ha reso noto Qassem, almeno 5 corpi, di cui 1 bambino, sono stati recuperati privi di vita dalle autorità costiere di Tripoli. 

L’allarme era stato lanciato da un’organizzazione indipendente di supporto ai migranti, Alarm Phone, la quale aveva ricevuto una telefonata da uno dei migranti a bordo, il quale aveva riferito di essere in “uno stato di angoscia” e rivelato che “alcuni migranti erano già morti”. 

In Libia, la situazione di grave instabilità iniziata nel 2011 ha contribuito a rendere il Paese un canale di passaggio per coloro che, provenienti dal continente africano, desiderano raggiungere l’Europa. Tuttavia, i trafficanti di essere umani e diversi gruppi armati hanno sfruttato la situazione di caos per alimentare fenomeni di abusi e torture di migranti. Il 21 luglio, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha pubblicato un report riguardante la Libia, in cui viene dichiarato che sono almeno 641.398 i migranti che sono stati censiti nel Paese nordafricano nel trimestre marzo-maggio 2019, di 39 nazionalità diverse. Tra questi, il 6% è composto da minori, per il 34% non accompagnati. L’area geografica di origine principale è l’Africa sub-Sahariana, da cui parte il 65% dei migranti, provenienti soprattutto dal Niger. Una volta arrivati in Libia, talvolta senza passare da nessun altro Paese, i migranti si stanziano prevalentemente nelle aree di Tripoli, Ejdabia e Murzuq. 

Secondo le stime dell’IOM, dall’1 gennaio al 25 agosto 2019 migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 58.817, di cui 46.278 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 859, di cui 594 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza. 

Paesi europei maggiormente colpiti dal fenomeno migratorio sono la Grecia, la Spagna, Cipro, l’Italia e Malta. In particolare, dall’1 gennaio al 25 agosto 2019, sono giunti 27.514 migranti in Grecia, 18.176 in Spagna, 4.889 a Cipro, 4.800 in Italia e 2.082 a Malta. Paragonando i dati alle cifre totali riguardanti lo stesso periodo del 2018, gli arrivi sono diminuiti del 29%. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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