Giappone: il vertice con l’Iran

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 17:26 in Giappone Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro degli Affari Esteri del Giappone, Taro Kono, ha incontrato, martedì 27 agosto, il suo omologo iraniano, Mohammad Javad Zarif. 

Secondo quanto riportato da Kono al termine del vertice, che si è tenuto a Yokohama, a Sud di Tokyo, i due ministri hanno deciso di mantenere attivo il dialogo tra il Giappone e l’Iran, Paesi “che storicamente hanno legami di amicizia”, al fine di placare le tensioni tra Teheran e Washington. 

Nel corso dell’incontro, Kono e Zarif hanno ampiamente discusso dell’importanza del rispetto da parte dell’Iran dell’accordo sul nucleare del 2015, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato da Iran, Germania e i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina. Il JCPOA prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte di Teheran. L’8 maggio 2018, Trump ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare e ha imposto nuovamente sanzioni contro Teheran, inasprendo le tensioni tra Stati Uniti e Iran. 

Nel corso del vertice con Zarif, secondo quanto dichiarato da Kono, “dato il sostegno di Tokyo all’accordo sul nucleare”, il ministro degli Esteri giapponese ha chiesto all’omologo iraniano di far sì che il suo Paese “rispetti il JCPOAtorni ad adempiere agli obblighi che ne derivano si trattenga dall’adottare misure o mosse che possano infrangere l’accordo”. 

Da parte sua, il ministro iraniano ha dichiarato, al termine del vertice, che i due Paesi hanno interessi convergenti in tema di sicurezza del mercato energetico e di stabilità nel Golfo.  

Ciò che però non è chiaro è se i due ministri abbiano avuto modo di affrontare nello specifico altri 2 temi che li coinvolgono. Il primo riguarda l’intenzione del Giappone di acquistare petrolio greggio dall’Iran, mentre il secondo fa riferimento alla missione navale nel Golfo a guida americana, per la quale Washington ha chiesto il supporto dei suoi alleati, Tokyo inclusa. 

Nel frattempo, il 26 agosto, gli Stati Uniti si sono detti pronti a incontrare il presidente dell’Iran Hassan Rouhani, quando vi saranno “condizioni favorevoli”, dopo che il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva cercato una soluzione diplomatica alle tensioni tra i due Paesi. Tuttavia, il giorno successivo, in un’intervista trasmessa dalla tv di Stato, il capo di Stato iraniano ha affermato, in risposta a Trump, che se le sanzioni americane non verranno revocate, il proprio Paese non avvierà alcun processo di dialogo con gli Stati Uniti. 

L’ultimo incontro tra Iran e Giappone risale allo scorso 12 giugno, quando il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, si è recato, per la prima volta dopo oltre 40 anni, a Teheran, con l’obiettivo di incrementare l’influenza del Giappone nello scacchiere internazionale, ponendosi come mediatore tra Iran e Stati Uniti. Nel corso del vertice con il leader supremo iraniano, Ayatollah Ali Khamanei, che si è tenuto il 13 giugno, l’Iran aveva assicurato al premier giapponese in visita a Teheran di “non avere alcuna intenzione di sviluppare, detenere o utilizzare armi nucleari”. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play  

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.