Giappone: “I missili della Corea del Nord rischiano di abbattere il nostro scudo balistico”

Pubblicato il 27 agosto 2019 alle 10:34 in Corea del Nord Giappone

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La Corea del Nord ha sviluppato testate missilistiche in grado di penetrare lo scudo balistico di difesa giapponese, ha rivelato il ministro della Difesa di Tokyo, Takeshi Iwaya, durante una conferenza stampa martedì 27 agosto. Il ministro ha fatto riferimento agli ultimi lanci di missili da parte di Pyongyang affermando che sono state notate traiettorie irregolari. Iwaya ha poi dichiarato che il Giappone ritiene che i missili siano un nuovo tipo di modello balistico a corto raggio, che potrebbero rappresentare una seria minaccia per la sicurezza del vicino asiatico.

Il Giappone e gli Stati Uniti possiedono cacciatorpediniere Aegis dispiegati nel Mar del Giappone e armati con missili intercettori progettati per distruggere le testate nello spazio. Tokyo prevede inoltre di costruire due batterie Aegis terrestri per rafforzare il suo scudo missilistico balistico. Tali sistemi di difesa, tuttavia, sono progettati per contrastare i proiettili su traiettorie regolari e quindi prevedibili, e qualsiasi variazione nel percorso di volo renderebbe più difficile l’intercettazione. L’analisi dettagliata degli ultimi lanci della Corea del Nord era in corso grazie al supporto degli Stati Uniti, ha riferito un funzionario del Ministero della difesa della Corea del Sud, martedì 27 agosto.

I recenti test missilistici portati avanti dalla Corea del Nord hanno allarmato il Giappone nonostante il presidente americano Donald Trump abbia recentemente cercato di smorzare le preoccupazioni generali affermando che i lanci missilistici non sono stati un evento importante.

Gli ultimi test sono stati effettuati sabato 24 agosto, un giorno dopo che la Corea del Sud aveva riferito di aver messo fine al patto sulla condivisione di informazioni sensibili con il Giappone. L’accordo è il General Security of Military Information Agreement (GSOMIA), rinnovato ogni anno e finalizzato principalmente a contrastare le minacce nucleari e balistiche provenienti dalla Corea del Nord. La decisione di interrompere la validità del GSOMIA, ufficializzata venerdì 23 agosto, giunge 2 giorni prima rispetto alla data di scadenza per il rinnovo dell’accordo, il quale, ha dichiarato il vicedirettore del Consiglio di Sicurezza sudcoreano, Kim You-geun, “non tutela, allo stato attuale, l’interesse nazionale della Corea del Sud”. Da parte sua, il ministro degli Esteri del Giappone, Taro Kono, ha criticato la mossa di Seul, affermando che i sudcoreani stessero “mischiando le politiche di controllo delle esportazioni con quelli che sono i problemi in materia di sicurezza”, i quali sono stati, a detta di Tokyo, “completamente fraintesi” dal vicino Paese asiatico. Le tensioni tra i due Paesi asiatici erano iniziata quando il Giappone aveva deciso di imporre limiti alle esportazioni della Corea del Sud, a causa di una disputa in merito alle compensazioni per il lavoro forzato svolto dai sudcoreani durante l’occupazione giapponese all’epoca della Seconda guerra mondiale.Il ministro della Difesa giapponese Iwaya e altri ufficiali di Tokyo hanno definito “irrazionale” la decisione di Seoul, in un momento in cui cresce la minaccia della guerra missilistica di Pyongyang.

La Corea del Nord, sabato 24 agosto, aveva lanciato 2 missili balistici a corto raggio nel mare a largo della costa orientale, sulla scia della serie di test condotti nelle ultime settimane, mentre le trattative sulla denuclearizzazione restano in stallo. Il Ministro della Difesa giapponese, Takeshi Iwaya, aveva affermato che I due lanci rappresentano una chiara violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, e ciò non può essere ignorato. Il lancio di sabato è stato il settimo effettuato dalla Corea del Nord da quando il presidente americano, Donald Trump, e il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, si sono incontrati al confine tra le due Coree il 30 giugno, senza trovare un accordo conclusivo in merito alla denuclearizzazione della Penisola Coreana.

Il giorno precedente al lancio, il ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, aveva definito il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, una “pianta velenosa della diplomazia americana”, che ostacola gli sforzi per riavviare i negoziati sulla questione del nucleare. Inoltre, Ri aveva affermato che Pyongyang è pronta a “frantumare l’assurdo sogno” degli Stati Uniti, secondo cui le sanzioni porteranno a un cambiamento forzato nel Paese asiatico. A detta del ministro, la Corea del Nord cercherà di rimanere la “più grande minaccia” se gli USA continuano a rapportarsi con il Nord attraverso sanzioni.

La dichiarazione del ministro nord-coreano giungeva, probabilmente, in risposta alle dichiarazioni di Pompeo, secondo cui Washington manterrà sanzioni paralizzanti sulla Corea del Nord, a meno che il Paese non si denuclearizzi. “Gli USA continueranno a mantenere le sanzioni più severe di tutta la storia, e continueranno a lavorare per convincere il presidente, Kim Jong Un, e i leader nordcoreani che la cosa giusta da fare è la denuclearizzazione” ha affermato Pompeo ad inizio settimana, nel corso di un’intervista con il Washington Examiner.

La diplomazia a guida USA sulle armi nucleari della Corea del Nord è crollata dopo che Trump ha respinto la richiesta di Kim di revocare le sanzioni in cambio di un disarmo parziale, durante il loro secondo vertice svoltosi ad Hanoi, nel mese di febbraio.

Il prossimo vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, il terzo tra i due Paesi, dovrebbe avvenire, presumibilmente, entro la fine del 2019. Tali incontri hanno l’obiettivo di indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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