Yemen: gli Emirati via da Shabwa, l’esercito yemenita prende il controllo

Pubblicato il 26 agosto 2019 alle 15:29 in Medio Oriente Yemen

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Le forze governative yemenite, il 26 agosto, hanno preso il pieno controllo di tutti i distretti della provincia di Shabwa, nel Sud-Est dello Yemen, in seguito al ritiro delle forze degli Emirati Arabi Uniti e del controllo dell’esercito del governo legittimo di numerose postazioni militari.

In particolare, secondo fonti locali, è avvenuto un vero e proprio passaggio di consegna tra i gruppi secessionisti della Shabwani Elite, ovvero un’unità militare locale sostenuta dagli Emirati, e le forze del governo yemenita centrale, con la supervisione di forze saudite ed emiratine.

Non da ultimo, numerose fazioni della Shabwani Elite hanno giurato fedeltà al governo legittimo yemenita, annunciando altresì la propria adesione all’esercito nazionale. Allo stesso tempo, è stato affermato che l’esercito è riuscito a prendere il controllo di siti e giacimenti petroliferi della provincia, oltre alla base militare di Azzan e altri distretti situati nell’Est. Inoltre, sempre nella giornata del 26 agosto, il ministro delle comunicazioni yemenita, Muammar al-Iryani, ha annunciato un cessate il fuoco ad Aden, Abyan e Shabwa, in risposta a un invito del comando congiunto della coalizione a guida saudita.

Tali mosse giungono dopo che, il 22 agosto, Ataq, capitale del governatorato yemenita di Shabwa, ha assistito a scontri violenti tra le forze del governo legittimo yemenita e le forze secessioniste del Consiglio di transizione meridionale. Il governo legittimo yemenita aveva accusato le forze opposte di aver cercato di prendere d’assalto Ataq, sottolineando che l’insurrezione a Shabwa rappresentava una sfida alla calma e agli sforzi volti a contenere la crisi. I capi locali e gli anziani della provincia di Shabwa si sono, però, schierati contro il Consiglio di transizione, in quanto soggetto che mira a far esplodere la situazione nella provincia e a metterli in uno stato di violenza e caos.

Gli ultimi episodi si inseriscono in una situazione di tensione che ha caratterizzato il Sud dello Yemen nella ultime settimane. Questa ha colpito soprattutto Aden, città situata nel Sud del Paese, e capitale provvisoria, che sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, coadiuvati dalle forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. Le forze secessioniste sono rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale. Il 20 agosto scorso, violenti scontri hanno interessato anche il governatorato di Abyan, situato sempre nel Sud dello Yemen.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Rabbu Mansour Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

Secondo un corrispondente di Al-Jazeera, gli ultimi sviluppi a Shabwa indicano che le forze legittime controllano quasi l’80% del territorio di maggior rilievo a livello geografico ed economico in tutto lo Yemen. Anche la presa di Azzan rappresenta una mossa strategica significativa, vista la sua posizione. In tal modo, a detta del corrispondente, le forze secessioniste restano relegate ad Aden e sarà difficile prendere il controllo di altre aree.

 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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