La quiete durante la tempesta: la crisi di governo italiana e i mercati finanziari

Pubblicato il 26 agosto 2019 alle 12:01 in Europa Italia

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Il mondo continua ad osservare la crisi di governo italiana, in attesa della decisione del presidente della Repubblica sul futuro politico di Roma, prevista per martedì 27 agosto. Tuttavia, i mercati finanziari sembrano non risentire particolarmente dell’instabilità politica, dopo la caduta del governo Conte. Ecco perchè. 

L’Italia rappresenta una realtà particolarmente instabile per i mercati, ma questa non è una grande novità. Il debito record, la crescita pari a zero e l’instabilità politica rappresentano una costante del Belpaese. In tale contesto, la crisi di governo in atto non ha ancora gravato in maniera eccessiva su Piazza Affari, colpita in misura maggiore dalle conseguenze della guerra commerciale tra Cina e USA. Secondo il New York Times, le ragioni sono da ritrovare nel fatto che gli investitori pensano che qualsiasi governo sarà migliore di quello della Lega e del Movimento 5 Stelle, una coalizione accomunata prevalentemente da posizioni anti-establishment. Il precedente governo ha minacciato di infrangere il vincolo di bilancio dell’Unione Europea, ha mostrato particolari rapporti con il presidente russo, Vladimir Putin, e non è stato in grado di portare il tasso di crescita dell’Italia sopra lo zero. 

Allo stesso tempo, numerosi investitori non disprezzerebbero l’idea che si sta prospettando all’orizzonte di un governo del Partito Democratico (PD) insieme al Movimento 5 Stelle. Per lo meno, secondo il quotidiano statunitense, una simile coalizione non porterebbe al rischio di condurre l’Italia fuori dall’euro. Altri investitori credono che si andrà a nuove elezioni, con la Lega di Matteo Salvini che domina i sondaggi. Questo porterebbe ad un governo populista nella sua retorica ma, così sperano gli investitori, attento alle necessità delle aziende italiane e generalmente pro-business nelle sue politiche. Secondo la stampa statunitense, nessuno di questi scenari rappresenta una realtà peggiore di quella del governo che è appena entrato in crisi. 

“Molte persone pensano che qualsiasi cosa sia meglio del precedente governo, persino uno guidato da un leader di estrema destra”, ha dichiarato Lorenzo Codogno, ex direttore generale del Tesoro italiano e ora consulente privato. Codogno, tuttavia, ha sottolineato: “penso che i rischi siano sottovalutati”. È anche possibile che gli investitori non siano, in realtà, così entusiasti della crisi politica di Roma, ma si stiano semplicemente concentrando sulla probabilità che il prossimo mese la Banca Centrale Europea annuncerà nuove misure di stimolo, che spingano ulteriormente verso il basso i tassi di interesse, anche per il debito italiano. Il debito pubblico italiano ammonta al 134 percento del Prodotto Interno Lordo del Paese, uno dei rapporti più alti al mondo. Se gli investitori perdessero la fiducia nella capacità del governo di rispettare i pagamenti sul debito, l’effetto sui mercati finanziari globali sarebbe devastante.

“Un default italiano sarebbe un grande tsunami per i mercati finanziari”, ha dichiarato Lucrezia Reichlin, professoressa di Economia alla London Business School. “Abbiamo pochissimo spazio fiscale per lo stimolo economico”, ha detto la Reichlin. Il debito rappresenterebbe un problema limitato, se l’economia italiana stesse crescendo, cosa che non sta accadendo. La crescita economica nel secondo trimestre di quest’anno è stata pari a zero. L’attuale governo ha aggravato il problema del debito e ha ulteriormente scosso i mercati minacciando di aumentare il deficit in violazione delle norme imposte da Bruxelles. I titoli di Stato italiani a 10 anni avevano un rendimento dell’1,33%, mercoledì 21 agosto, in calo di 0,035 punti percentuali rispetto al giorno precedente. 

I titoli di Stato servono come parametri di riferimento per i prestiti bancari. Ciò significa che i consumatori e le imprese italiane devono pagare di più per un prestito rispetto alle persone o alle imprese in Germania o Francia, e questo rappresenta un importante ostacolo alla crescita del Paese. Con la recessione incombente, il prossimo governo non potrà aumentare la spesa senza allarmare ulteriormente i mercati finanziari. In tale contesto, anche il mondo degli affari, in Italia come all’estero, attende con ansia la decisione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sul futuro dell’attuale parlamento italiano, prevista per martedì 27 agosto. Il Paese chiude l’estate alla disperata ricerca di una fiducia, sia in Parlamento, sia sui mercati. Nella speranza che la calma continui e settembre non porti ulteriori cataclismi.  

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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