Iraq: raid aereo senza pilota, milizie sciite accusano Israele

Pubblicato il 26 agosto 2019 alle 6:00 in Iraq Israele

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Gruppi paramilitari sciiti iracheni hanno accusato Israele di un raid aereo condotto da un velivolo senza pilota che ha causato la morte di almeno uno dei loro combattenti, domenica 25 agosto, vicino al confine con la Siria.

L’attacco via cielo è avvenuto nel pomeriggio di domenica, a 15 km dal confine con la Siria, ha reso noto, attraverso un comunicato, il gruppo delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF), assembramento di fazioni nazionali in larga parte musulmane sciite, sostenute dall’Iran. Le PMF hanno annunciato che un loro combattente è rimasto ucciso nell’aggressione aerea, e un altro è gravemente ferito. Un iniziale comunicato del gruppo, proveniente in particolare dal commando operativo Anbar, aveva divulgato che i militanti morti erano due. Secondo le spiegazioni date dalle forze sciite irachene, i velivoli senza piloti che hanno scagliato l’attacco erano due. Le Forze di Mobilitazione Popolare hanno accusato Israele, e incolpato anche gli Stati Uniti di fornirgli sostegno aereo per i suoi attacchi.

Anche una fonte interna alla sicurezza del Paese ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che i raid sono stati due, uno dei quali ha colpito il quartier generale di una brigata paramilitare locale, mentre l’altro è stato indirizzato contro un convoglio di automobili che lasciavano tale struttura. A Gerusalemme, una portavoce delle forze militari statali ha evitato di rilasciare commenti sulla vicenda.

L’accaduto fa seguito a una serie di esplosioni che, nelle ultime settimane, hanno bersagliato via cielo depositi e magazzini di stoccaggio di armi appartenenti a gruppi delle PMF. Queste ultime hanno incolpato anche in precedenza tanto Israele quanto gli USA per tali aggressioni, tuttavia il Pentagono ha sempre respinto le accuse, negando ogni coinvolgimento. Mercoledì 21 agosto, il PMF aveva diffuso l’informazione che Washington avesse permesso a 4 droni israeliani di entrare nella regione, scortati dalle forze statunitensi, per portare avanti una missione militare nel territorio iracheno. In tal proposito, la coalizione a guida americana, che si trova in Iraq per contrastare le cellule restanti operative dello Stato Islamico, aveva smentito la notizia, così come il Pentagono.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, giovedì 22 agosto aveva suggerito un possibile coinvolgimento del suo Paese nella recente distruzione dei magazzini di stoccaggio di armi delle PMF, affermando: “Stiamo conducendo operazioni, non solo se necessario. Stiamo operando in molte aree contro uno Stato che intende annichilirci. Certamente ho dato via libera alle forze di sicurezza e le ho istruite affinché facciano qualsiasi cosa sia necessaria per sventare i progetti dell’Iran”.

In tal senso, sabato 24 agosto, l’aviazione israeliana ha attaccato via cielo alcune postazioni militari iraniane in Siria vicino Damasco, in quanto esse stavano progettando di lanciare “droni killer” nel territorio di Israele.

 

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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