Iran: arrivo inaspettato di Zarif al G7

Pubblicato il 26 agosto 2019 alle 9:37 in Francia Iran

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è recato, inaspettatamente, al G7, che si è tenuto il 24 e 25 agosto nella città francese di Biarritz.

In particolare, il ministro iraniano è giunto nella giornata di domenica 25 agosto, ed ha tenuto colloqui con il presidente francese, Emmanuel Macron, e con altri funzionari europei. Tra questi, altresì i ministri degli Esteri e delle Finanze francesi, e consiglieri diplomatici tedeschi e britannici. A detta della presidenza francese, i colloqui tra il ministro degli Esteri iraniano e i funzionari francesi hanno avuto un esito positivo e continueranno in futuro, sebbene non vi sia stata un’autorizzazione ufficiale da parte degli altri leader europei.

Zarif ha commentato l’evento affermando che la strada da percorrere è difficile, ma vale la pena provare, con particolare riferimento alla questione del nucleare. Inoltre, il ministro ha sottolineato che tale partecipazione dimostra il proprio impegno costruttivo ed il ruolo di una “diplomazia attiva”.

La visita inaspettata da parte dell’Iran è giunta in un momento in cui Parigi cerca di intensificare i propri sforzi per disinnescare le tensioni creatisi tra Washington e Teheran. A tal proposito, la Casa Bianca ha dichiarato che la mossa di Zarif è stata una sorpresa e che gli Stati Uniti non ne erano consapevoli. In tale contesto, è sembrato che il presidente statunitense, Donald Trump, volesse sminuire gli sforzi francesi di mediazione, e ha affermato che, sebbene sia lieto che Macron voglia sedare le tensioni, egli continuerà a portare avanti il proprio approccio. La presidenza francese, dal canto suo, ha, invece, dichiarato che le diverse delegazioni erano state informate ma che tutto era stato organizzato velocemente.  

Il centro delle discussioni sull’Iran tra i leader europei riguarda principalmente l’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

L’8 maggio 2018, Trump ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare ed ha imposto nuovamente sanzioni contro Teheran. L’Iran ha invitato diverse volte i Paesi europei a controbilanciare le sanzioni poste da Washington. A tal proposito, Teheran ha minacciato diverse volte di ridurre i propri impegni, in assenza di risposte concrete da parte europea. Nel caso in cui non avesse ottenuto quanto richiesto, l’Iran si era detto pronto ad avviare la terza fase della riduzione dei propri adempimenti all’accordo.

La re-imposizione delle sanzioni ha avuto come conseguenza un inasprimento delle tensioni tra Washington e Teheran, anche a causa degli eventuali danni all’economia iraniana. Trump, da parte sua, sta esercitando forti pressioni, con l’obiettivo di costringere la controparte a sedersi al tavolo dei negoziati, che includano il programma iraniano di missili balistici e il ruolo iraniano in Medio Oriente.

Il presidente francese sta cercando di salvare l’accordo nucleare iraniano e prevenire una crisi più profonda in Medio Oriente. In un incontro tenutosi nella sera del 23 agosto, Zarif e Macron hanno discusso delle proposte volte a contenere la crisi e allentare alcune sanzioni statunitensi, tra cui un meccanismo di compensazione economica per le entrate petrolifere perse a causa delle misure di Washington. A detta di un diplomatico francese, Macron ha proposto al proprio omologo, Trump, di consentire all’Iran di esportare petrolio per un periodo limitato, in cambio del non arricchimento dell’uranio.

Il presidente francese si è poi detto ottimista sul rispetto dell’accordo da parte iraniana, in cambio di un compromesso. Per quanto riguarda gli altri leader europei, Macron ha affermato che tra le priorità emerse, è stato segnalato che nessun membro del G7 vuole che l’Iran acquisisca armi nucleari e che, pertanto, si desidera prevenire azioni che potrebbero minare la pace e la stabilità in Medio Oriente.

Il formato del G7 è cambiato in quasi mezzo secolo. Questo è stato creato nel novembre 1975, dal presidente francese in carica, Valery Giscard d’Estaing. Il primo incontro, tenutosi a Rambouillet, vicino Parigi, vedeva riuniti sei Paesi, ovvero Francia, Germania, Italia, Stati Uniti, Regno Unito e Giappone. Il G6 è poi diventato G7 con l’adesione del Canada, e infine G8 con la Russia nel 1997. Dal 2014, dopo l’annessione della Crimea e l’esclusione di Mosca, si è nuovamente tornati a sette Paesi, a cui vanno aggiunti altri governi e organismi internazionali. Per il G7 di Biarritz, Macron ha altresì invitato diversi leader africani e i capi di Stato e di governo di Australia, India e Cile, per un totale di 24 delegazioni invitate.

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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