Crisi Giappone-Corea del Sud: Seul lancia esercitazioni militari

Pubblicato il 26 agosto 2019 alle 19:29 in Corea del Sud Giappone

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La Corea del Sud ha lanciato, domenica 25 agosto, una esercitazione militare, dalla durata di 2 giorni, nell’isola di Dokdo, nota con il nome di Takeshima in Giappone, al centro di una disputa territoriale con Tokyo, incrementando ulteriormente le tensioni con il vicino Paese asiatico. 

La prima giornata di esercitazioni ha visto nell’isola di Dokdo, ad Est delle coste della Corea del Sud, l’intervento di navi della Marina e della Guardia Costiera di Seul, oltre ai suoi mezzi delle forze di aviazione e a un numero indefinito di soldatiL’esercitazione, ha reso noto la Marina sudcoreana, è tesa a “cementare ulteriormente la nostra determinazione nel proteggere i nostri territori del Mare Orientale, inclusa Dokdo”, reclamata dal Giappone nonostante sia amministrata dai sudcoreani a partire dagli anni Cinquanta. 

Precedentemente nota con il nome di “Esercitazione per la Difesa di Dokdo”, l’esercitazione “per la Protezione del Mare Orientale” è condotta ogni 6 mesi dalla Corea del Sud, che aveva ritardato la sua prima missione del 2019 per via delle crescenti tensioni con il GiapponeQuest’anno, tuttavia, l’esercitazione ha presentato diverse novità, prima tra tutte il cambio del nome, “elemento che riflette il vero intento della missione”, ha spiegato la Marina sudcoreana. L’esercitazione, inoltre, ha coinvolto un numero maggiore di militari e ha riguardato un’area più vasta rispetto a quanto fatto in precedenza e, per tale ragione, ha provocato l’ira del Giappone che, da parte sua, accusa la Corea di occupare illecitamente l‘isola di Dokdo e di voler ulteriormente inasprire la crisi tra i due Paesi. 

In particolare, il ministro degli Affari Esteri giapponese, Tarō Kōno, ha dichiarato di ritenere “inaccettabili” le esercitazioni militari dei sudcoreani, ai quali è stato chiesto di interrompere quanto in atto a Dokdo. L’isola, secondo il direttore generale dell’ufficio degli Affari dell’Asia e dell’Oceania, Kenji Kanasugi, “è ovviamente parte del territorio del Giappone”, ma tale visione non è stata condivisa dalla portavoce della presidenza sudcoreana, Ko Min-jung, la quale ha dichiarato come le truppe inviate a Dokdo “siano un’esercitazione per il controllo della nostra sovranità e del nostro territorio” e che “non siano rivolte contro alcun Paese nello specifico”. 

Le esercitazioni sono state avviate tre giorni dopo che Seul ha annunciato di non voler rinnovare il General Security of Military Information Agreement (GSOMIA), in base al quale la Corea del Sud e il Giappone condividevano informazioni sensibili in materia militare. 

Le relazioni tra i 2 Paesi asiatici si sono inasprite il 12 luglio, quando i 2 Paesi asiatici avevano avuto modo di confrontarsi sui limiti alle esportazioni che il Giappone aveva imposto nei confronti della Corea del Sud, sorti a causa di una disputa in merito alle compensazioni per il lavoro forzato svolto dai sudcoreani durante l’occupazione giapponese all’epoca della Seconda guerra mondiale. Le sanzioni imposte dal Giappone ponevano un freno all’acquisto da parte di Seul di materiali che la Corea del Sud impiega nella produzione di dispositivi tecnologici, ai danni dei colossi sudcoreani del settore tecnologico, tra cui la Samsung Electronics Co Ltd e la SK Hynix Inc, quest’ultima produttrice di componenti utilizzate da Apple e Huawei. Pochi giorni dopo, martedì 16 luglio, la Corea del Sud ha dichiarato di avere dubbi sul rispetto da parte del Giappone delle sanzioni imposte dalle Nazioni Unite contro la Corea del Nord, con cui l’ONU aveva limitato le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, tra cui quello del petrolio. Poco dopo, Tokyo ha rimosso Seul dalla lista dei Paesi “con status bianco”, ovvero con restrizioni commerciali minime. 

In tale contesto, la Corea del Sud ha chiamato in causa gli Stati Uniti, storici alleati di entrambi i Paesi, affermando che le sanzioni imposte dal Giappone avrebbero impattato anche sulle aziende dell’industria tecnologica presenti negli Stati Uniti, con ricadute su scala globale. Washington ha deciso di far intervenire il suo diplomatico specializzato nella politica Est-asiatica, David Stilwell, che si è recato a Seul mercoledì 17 luglio e che ha rivelato che Washington “interverrà in tutte le problematiche che vedono coinvolti la Corea del Sud e gli Stati Uniti”.  

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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