Yemen: coalizione saudita abbatte drone dei ribelli Houthi

Pubblicato il 25 agosto 2019 alle 11:52 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione militare araba a guida saudita, impegnata a combattere contro i ribelli Houthi in Yemen, ha reso noto di aver abbattuto un drone che il gruppo dissidente, alleato di Teheran, aveva lanciato in direzione di una base aerea saudita.

Nella giornata di domenica 25 agosto, un portavoce della coalizione, il colonnello Turki al-Malki, ha riferito all’agenzia di stampa ufficiale saudita che le forze della coalizione hanno intercettato e abbattuto un drone lanciato dalla città di Sanaa in direzione dei quartieri residenziali di Khamis Muchait. Un portavoce militare degli Houthi, le cui parole sono state citate dall’emittente TV Al-Masirah, aveva precedentemente riferito che I suoi avevano lanciato alcuni droni contro le torri di controllo dell’aeroporto di Abha e la base aerea  di Khamis Mushait, localizzati entrambi nella regione sud-occidentale del Paese.

In questo contestom il vice-presidente del Consiglio di transizione meridionale in Yemen, Hani Ben Brik, aveva chiesto alla coalizione a guida saudita, venerdì 23 agosto, di avviare indagini per individuare i responsabili dell’escalation di violenza scoppiata ad Ataq, situata a Sud-Est di Sana’a. La città era stata testimone di scontri nella sera del 22 agosto, quando il governo legittimo yemenita aveva accusato le forze del Consiglio di aver cercato di prendere d’assalto Ataq, sottolineando che l’insurrezione a Shabwa rappresenta una sfida alla calma e agli sforzi per contenere la crisi, e aggiundendo che le unità militari governative erano pronte ad affrontare gli attacchi delle forze secessioniste.

In tale contesto, i capi locali e gli anziani della provincia di Shabwa avevano affermato che il Consiglio di transizione mira a far esplodere la situazione nella provincia e a metterli in uno stato di violenza e caos.

Quest’ultimo episodio si inserisce in una situazione di tensione che ha caratterizzato il Sud dello Yemen nelle ultime settimane. Le violenze hanno scosso soprattutto Aden, città situata nel Sud del Paese, e capitale provvisoria, che sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, coadiuvati dalle forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. Le forze secessioniste sono rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale. Il 20 agosto scorso, violenti scontri hanno interessato anche il governatorato di Abyan, situato sempre nel Sud dello Yemen.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Rabbu Mansour Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

La coalizione araba a guida saudita è intervenuta militarmente ad Aden l’11 agosto, a sostegno del governo yemenita, dopo che i separatisti meridionali avevano precedentemente occupato diverse aree della città portuale. Inoltre, un comitato saudita è giunto, il 15 agosto, ad Aden, per monitorare il ritiro delle forze del Consiglio di transizione meridionale dalle posizioni precedentemente occupate. Il fine ultimo è far sì che le forze secessioniste liberino soprattutto le zone del governo centrale yemenita.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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