Israele: raid contro forze iraniane in Siria per fermare “droni killer”

Pubblicato il 25 agosto 2019 alle 10:15 in Iran Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’aviazione israeliana, sabato 24 agosto, ha attaccato via cielo alcune postazioni militari iraniane in Siria vicino Damasco, in quanto esse stavano progettando di lanciare “droni killer” nel territorio di Israele.

La notizia è stata divulgata da un portavoce dell’esercito di Israele, il quale ha affermato: “L’attacco ha preso di mira le Quds Force iraniane e le milizie sciite che da alcuni giorni stavano preparando con anticipo un attacco diretto contro alcuni siti in Israele da dentro la Siria”.

Le Quds Force sono un distaccamento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica di Teheran. Un portavoce militare israelano, Jonathan Conricus, ha riferito ai media che tale braccio armato stava progettando di lanciare droni “killer” armati e muniti di esplosivi per scagliarli nella zona settentrionale di Israele. Il primo ministro del Paese, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che l’esercito ha sventato l’attacco pianificato da Teheran, commentando: “L’Iran non ha immunità dappertutto. Le nostre forze operano in ogni settore contro l’aggressione iraniana”.

I media statali siriani avevano intercettato “target ostili” che sorvolavano Damasco nella notte di sabato. Alcuni testimoni hanno reso noto di aver udito e visto esplosioni in cielo. L’agenzia di Stato SANA ha reso noto che l’aggressione è in corso, e che le forze difensive aeree siriane, confrontando il nemico, stanno abbattendo la maggior parte dei bersagli nella regione meridionale.

L’esercito siriano ha pubblicato un comunicato in cui informa che la maggior parte dei missili israeliani sono stati distrutti prima di raggiungere gli obbiettivi. Tuttavia, Conricus ha annunciato che l’impatto dei raid aerei israeliani è stato “significativo”.

Israele, da parte sua, ha reso noto di aver condotto centinaia di raid aerie in Siria contro bersagli iraniani per stabilire una presenza militare permanente in loco, e per bloccare carichi di armi indirizzati alle milizie di Hezbollah, supportate dal Libano.

Tanto l’Iran quanto Hezbollah stanno aiutando il president siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria. La Russia, anch’essa sua alleata, ha finora ignorato apertamente i raid aerei israeliani. Venerdì 23 agosto, Netanyahu ha dialogato con il presidente russo, Vladimir Putin, secondo quanto annunciato dal gabinetto governativo.

Giovedì 22 agosto, Netanyahu aveva suggerito un possible coinvolgimento di Israele in una serie di esplosioni avvenute nelle settimane precedenti e mirate a colpire depositi di armi e basi logistiche di gruppi militari e paramiliati in Iraq, molte delle quali sostenute da Teheran.

Mercoledì 21 agosto, il PMF, raggruppamento della maggior parte dei movimenti paramilitary sciiti iraceni, aveva diffuso l’informazione che Washington avesse permesso a 4 droni israeliani di entrare nella regione, scortati dalle forze statunitensi, per portare avanti una missione militare nel territorio iracheno. In tal proposito, la coalizione a guida americana, che si trova in Iraq per contrastare le cellule restanti operative dello Stato Islamico, aveva smentito la notizia, così come il Pentagono.

  

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.