G7: Trump esalta risultati del summit tra discrepanze con partner europei

Pubblicato il 25 agosto 2019 alle 18:36 in Europa USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, ha acclamato gli ottimi risultati del summit di domenica 25 agosto, tuttavia sono apparsi contrasti tra la sua prospettiva e quella dei Paesi occidentali in merito alla battaglia commerciale con la Cina e la situazione con l’Iran, la Corea del Nord e la Russia.

L’incontro dei Paesi del G7 si sta svolgendo, nella giornata di domenica, in un contesto di diffuse preoccupazioni circa l’andamento economico e commerciale globale, e in un momento di spiccate tensioni e squilibri internazionali.

“Prima che arrivassi in Francia, le News False e Disgustose dicevano che le relazioni con gli altri 6 Paesi del G7 sono molto tese, e che I due giorni di riunioni sarebbero stati un disastro”, ha twittato Trump poco prima di incontrare il nuovo premier inglese, Boris Johnson, aggiungendo: “Ebbene, stiamo facendo ottimi meetings, i leader stanno andando molto d’accordo, e il nostro Paese, economicamente, sta andando benissimo… le trattative del secolo!”.

Nonostante queste premesse, le tensioni non hanno tardato ad apparire tra i leader di Gran Bretagna, Canada, Francia, Italia, Germania, Giappone e Stati Uniti, tutti riuniti in un resort costiero dei Paesi Baschi, a Biarritz, nel sud-ovest della Francia.

Prima di lasciare Washington, Trump aveva ntensificato la propria guerra commerciale contro Pechino in una battaglia tra le due maggiori potenze economiche mondiali, e ciò ha causato squilibri sui mercati finanziari internazionali. Il leader della Casa Bianca aveva persino spronato tutte le aziende gestite da compatrioti americani e situate in territori cinesi a tornare in patria.

Per quanto riguarda invece l’operato del nuovo primo ministro britannico, Johnson, sabato 24 agosto, ha dato voce alle preoccupazioni inerenti a un allarmante protezionismo generale, e ha affermato che i sostenitori di tariffe e dazi rischiano di prendersi la colpa per l’involuzione dell’economia globale. L’indomani, egli ha inoltre aggiunto: “Siamo a favore della pace commerciale nel complesso”.

In merito alla diatriba con la Cina, Trump ha poi affermato che, secondo lui, i suoi alleati non stanno mettendo pressioni e “rispettano la guerra commerciale”. Tuttavia, a riprova della discordia generale diffusasi già prima del vertice, Trump aveva minacciato parigi, affermando che avrebbe tassato il vino francese “come non avevano mai visto prima” a meno che il Paese non abbandonasse una tassa digitale imposta alle aziende tecnologiche americane. Rispondendo a tono, il Presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, che sta prendendo parte ai lavori, ha messo in guardia che l’Unione Europea risponderà “a modo” qualora Trump dovesse concretizzare una minaccia simile, e ha redarguito che “questo potrebbe essere l’ultimo momento per ripristinare la nostra comunità politica”.

Nel tentative di allargare la portata del dibattito globale, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha invitato numerosi leader africani a discutere i problemi con cui è alle prese il loro continente, mentre alcuni capi di Stato dall’India, Australia, Cile e Spagna sono invitati a cena per la serata, dove ci si focalizzerà, da agenda, su tematiche ambientali e argomenti correlati.

In questo contesto, però, alcuni funzionari americani di lungo corso hanno accusato Macron di tentare di fratturare il G7 incentrando l’attenzione su “tematiche di nicchia” piuttosto che sui più grandi problemi attuali. La Francia ha risposto all’accusa sottolineando che la sessione iniziale della giornata di domenica ha toccato i campo dell’economia, del commercio e della sicurezza, aree che sono al momento all’ordine del giorno, e che causano forte tensione internazionale.

A Biarritz, Trump è sembrato sminuire gli sforzi francesi per mediare con Teheran, e ha affermato che, se da una parte è felice che Macron voglia sedare le tensioni con l’Iran, dall’altra egli continuerà a portare avanti il suo approccio personale.

Il leader della Casa Bianca è poi apparso in contrasto con il premier giapponese, Shinzo Abe, in materia di serietà della situazione nordcoreana e del suo recente lancio di missili a corto raggio. In particolare, secondo Trump tali test non costituiscono una aperta violazione della risoluzione ONU, cosa di cui invece il Giappone è sostenitore.

Un altro punto di discordia è stata l’ipotesi, caldeggiata da Trump, di riammissione della Russia al gruppo delle principali economie all’avanguardia a livello globale. Mosca era stata esclusa dall’ex G8 nel 2014, dopo la sua annessione illegale della Crimea ucraina, e il suo appoggio a una ribellione anti-Kiev nella regione industriale di Donbas, nell’Ucraina orientale.

Per quanto riguarda lo scenario post-Brexit, invece, Trump a inizio giornata ha promesso che il Regno Unito godrà di un importante accordo commerciale con Washington dopo aver lasciato l’Unione Europea. Quando i giornalisti lo hanno interrogato su eventuali consigli da dare al nuovo premier inglese in materia di Brexit, egli ha risposto che Johnson non ha bisogno di consigli, e che è “l’uomo giusto” per questa impresa.

Secondo I pronostici di Johnson, la Brexit sarà effettiva concretamente il prossimo 31 ottobre, a prescindere dale condizioni e dale reazioni dei partner europei, con cui sta portando avanti i negoziati a fatica.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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