Iran: testato nuovo missile

Pubblicato il 24 agosto 2019 alle 11:07 in Iran Medio Oriente

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L’Iran ha effettuato il test di un nuovo missile, sabato 24 agosto, secondo quanto annunciato dal comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il Maggiore Generale Hossein Salami.

 “Il nostro Paese è sempre l’arena per la prova di una serie di sistemi difensivi e strategici, e questi sono continui movimenti volti alla crescita del nostro potere deterrente”, ha spiegato Salami, aggiungendo: “Ieri è stato un giorno di successo per questa nazione”. Il generale non ha fornito ulteriori informazioni riguardo al vettore lanciato.

Giovedì 22 agosto, Teheran aveva svelato un sistema missilistico terra-aria ad ampio raggio, fabbricato localmente. Il nuovo sistema missilistico è stato mostrato in concomitanza con la giornata nazionale per l’industria della difesa. Come sottolineato, l’industria iraniana locale degli armamenti si è sviluppata notevolmente negli ultimi tempi, per far fronte alle sanzioni e alle restrizioni imposte dagli USA, che hanno impedito al Paese di importare armi dall’estero.

A detta di alcuni analisti, Teheran ha spesso cercato di rafforzare il proprio arsenale, ma è il programma missilistico sviluppato ad aver portato gli Stati Uniti ad abbandonare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

L’8 maggio 2018, il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare ed ha imposto nuovamente sanzioni contro Teheran. L’Iran ha invitato diverse volte i Paesi europei a controbilanciare le sanzioni poste da Washington. A tal proposito, Teheran ha minacciato diverse volte di ridurre i propri impegni, in assenza di risposte concrete da parte europea. Nel caso in cui non avesse ottenuto quanto richiesto, l’Iran si era detto pronto ad avviare la terza fase della riduzione dei propri adempimenti all’accordo.

La prima fase ha visto il blocco dell’esportazione di acqua pesante, e l’aumento della propria scorta di uranio arricchito a 300 kg. In un secondo momento, nello specifico il 7 gennaio 2019, l’Iran ha portato a termine una seconda fase della riduzione dei propri adempimenti, innalzando l’arricchimento dell’uranio al 4.5 %, superando la soglia del 3.67 % stabilita precedentemente.

In tale quadro, lo scorso 20 agosto, il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, durante un incontro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha esortato la comunità internazionale a trovare una strategia che impedisca all’Iran di “creare nuovi disordini”, una volta che l’embargo sulle armi verrà revocato, come previsto, nell’ottobre 2020.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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