Corea del Nord lancia 2 missili a corto raggio

Pubblicato il 24 agosto 2019 alle 10:45 in Corea del Nord Corea del Sud

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La Corea del Nord, sabato 24 agosto, ha lanciato 2 missili balistici a corto raggio nel mare a largo della costa orientale, sulla scia della serie di test condotti nelle ultime settimane, mentre le trattative sulla denuclearizzazione restano in stallo.

Ad annunciarlo per primo è stato l’esercito della Corea del Sud. Lo Stato Maggiore Congiunto di Seoul ha reso noto che Pyongyang ha lanciato quelli che con molta probabilità erano due missili balistici a corto raggio intorno alle 6:45 e alle 7:02, ora locale (21:45 e 22:02 GMT) da Sondok, nella provincia di South Hamgyong. A Sondok è situato un aeroporto militare nordcoreano. I vettori hanno volato per circa 380 chilometri, raggiungendo un’altitudine di circa 97 chilometri, vale a dire l’altezza maggiore finora nel 2019. Un ufficiale americano, parlando sotto anonimato, ha affermato che I due missile sembrano simili a quelli lanciati nel corso delle ultime settimane. Un funzionario di lungo corso a Washington ha inoltre affermato che il Paese è al corrente del lancio e sta monitorando la situazione in stretta coordinazione con i principali alleati regionali, il Giappone e con la Corea del Sud.

Il Consiglio di Sicurezza Nazionale della Corea del Sud (NSC) ha poi annunciato che i continui lanci causano “forte preoccupazione”.

Il Ministro della Difesa giapponese, Takeshi Iwaya, ha affermato che I due lanci rappresentano una chiara violazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite, e ciò non può essere ignorato. Egli ha poi confermato che I due vettori sono caduti fuori dalla Zona Econoòica Esclusiva del Paese, e non hanno posto pertanto una minaccia per la sicurezza del suo Paese.

Il lancio di sabato è il settimo effettuato dalla Corea del Nord da quando il presidente americano, Donald Trump, e il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, si sono incontrati al cionfine tra le due Coree il 30 giugno, senza trovare un accordo conclusivo in merito alla denuclearizzazione della Penisola Coreana.

Il giorno precedente al lancio, il ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, aveva definito il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, una “pianta velenosa della diplomazia americana“, che ostacola gli sforzi per riavviare i negoziati sulla questione del nucleare. Inoltre, Ri aveva affermato che Pyongyang è pronta a “frantumare l’assurdo sogno” degli Stati Uniti, secondo cui le sanzioni porteranno a un cambiamento forzato nel Paese asiatico. A detta del ministro, la Corea del Nord cercherà di rimanere la “più grande minaccia” se gli USA continuano a rapportarsi con il Nord attraverso sanzioni.

La dichiarazione del ministro nord-coreano giungeva, probabilmente, in risposta alle dichiarazioni di Pompeo, secondo cui Washington manterrà sanzioni paralizzanti sulla Corea del Nord, a meno che il Paese non si denuclearizzi. “Gli USA continueranno a mantenere le sanzioni più severe di tutta la storia, e continueranno a lavorare per convincere il presidente, Kim Jong Un, e i leader nordcoreani che la cosa giusta da fare è la denuclearizzazione” ha affermato Pompeo ad inizio settimana, nel corso di un’intervista con il Washington Examiner.

La diplomazia a guida USA sulle armi nucleari della Corea del Nord è crollata dopo che Trump ha respinto la richiesta di Kim di revocare le sanzioni in cambio di un disarmo parziale, durante il loro secondo vertice svoltosi ad Hanoi, nel mese di febbraio.

Il prossimo vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, il terzo tra i due Paesi, dovrebbe avvenire, presumibilmente, entro la fine del 2019. Tali incontri hanno l’obiettivo di indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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