Yemen: nuovi scontri ad Ataq, il Consiglio di transizione chiede indagini

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 9:22 in Medio Oriente Yemen

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Il vice-presidente del Consiglio di transizione meridionale in Yemen, Hani Ben Brik, ha chiesto alla coalizione a guida saudita, venerdì 23 agosto, di avviare indagini per individuare i responsabili dell’escalation di violenza scoppiata ad Ataq, situata a Sud-Est di Sana’a. La città è stata testimone di scontri nella sera del 22 agosto.

In particolare, Ataq, capitale del governatorato yemenita di Shabwah, ha assistito a nuovi scontri violenti tra le forze del governo legittimo yemenita e le forze secessioniste del Consiglio di transizione meridionale, che hanno interessato diverse aree della città. A detta dei leader militari del governo yemenita, l’offensiva è stata avviata per respingere due attacchi successivi sferrati da gruppi secessionisti della Shabwani Elite. Si tratta di un’unità militare che opera nell’omonimo governatorato nello Yemen, principalmente contro Al-Qaeda nella penisola arabica.

Secondo fonti locali, gli scontri hanno provocato morti e feriti per entrambe le fazioni, oltre alla distruzione di veicoli militari e al ritiro della Shabwani Elite da alcune postazioni, precedentemente occupate stabilmente. Inoltre, il capo per la sicurezza del governatorato di Shabwah, Awad al-Dahboul, ha dichiarato che l’esercito del governo è riuscito a prendere il controllo della città di Ataq. Lo staff medico dell’area, nelle prime ore del 23 agosto, ha però, lanciato un appello per chiedere aiuto nell’evacuare e sostenere i feriti.

Nella sera del 22 agosto, il governo legittimo yemenita aveva accusato le forze del Consiglio di transizione meridionale di aver cercato di prendere d’assalto Ataq, sottolineando che l’insurrezione a Shabwa rappresenta una sfida alla calma e agli sforzi per contenere la crisi. Pertanto, le proprie unità militari erano pronte ad affrontare gli attacchi delle forze secessioniste.

In tale contesto, i capi locali e gli anziani della provincia di Shabwa hanno rilasciato una dichiarazione, giovedì 22 agosto, in cui hanno affermato che il Consiglio di transizione mira a far esplodere la situazione nella provincia e a metterli in uno stato di violenza e caos. Tuttavia, loro si schierano dalla parte della leadership politica del presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, e del proprio esercito. Inoltre, è stato espresso il rifiuto verso tutto ciò che è stato commesso dalle forze secessioniste, sia contro Ataq sia contro il Paese, in quanto mina gli sforzi della coalizione a guida saudita e la sicurezza nazionale.

Quest’ultimo episodio si inserisce in una situazione di tensione che ha caratterizzato il Sud dello Yemen nella ultime settimane. Questa ha colpito soprattutto Aden, città situata nel Sud del Paese, e capitale provvisoria, che sta assistendo, da mercoledì 7 agosto, a scontri tra le guardie presidenziali ed i separatisti del Sud, coadiuvati dalle forze della cintura di sicurezza, sostenute dagli Emirati Arabi Uniti. Le forze secessioniste sono rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale. Il 20 agosto scorso, violenti scontri hanno interessato anche il governatorato di Abyan, situato sempre nel Sud dello Yemen.

I separatisti e le forze del governo riconosciuto a livello internazionale si sono sempre detti uniti di fronte ai gruppi di ribelli sciiti Houthi, protagonisti del perdurante conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015. Tuttavia, le due parti non concordano su alcune politiche riguardanti il futuro del Paese. Il motivo scatenante dei recenti scontri è stata l’accusa, da parte delle forze secessioniste, secondo cui il partito Al-Islah, un ramo dei Fratelli Musulmani e presunto alleato del presidente Rabbu Mansour Hadi, sarebbe complice dell’attacco missilistico del 1 agosto contro una parata militare, in cui un comandante delle forze della cintura di sicurezza, Munir al-Yafei, ha perso la vita.

La coalizione araba a guida saudita è intervenuta militarmente ad Aden l’11 agosto, a sostegno del governo yemenita, dopo che i separatisti meridionali avevano precedentemente occupato diverse aree della città portuale. Inoltre, un comitato saudita è giunto, il 15 agosto, ad Aden, per monitorare il ritiro delle forze del Consiglio di transizione meridionale dalle posizioni precedentemente occupate. Il fine ultimo è far sì che le forze secessioniste liberino soprattutto le zone del governo centrale yemenita.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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