Uganda-Ruanda: firmata la pace dopo mesi di tensione

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 8:04 in Ruanda Uganda

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Il presidente del Ruanda, Paul Kagame, e il suo omologo dell’Uganda, Yoweri Museveni, hanno firmato un patto volto a porre fine a mesi di tensioni che hanno visto i due vicini accusarsi a vicenda di spionaggio, omicidi politici e attacchi commerciali.

I due leader africani, un tempo stretti alleati, hanno affrontato recentemente una serie di controversie che molti temevano potessero minacciare la stabilità regionale e l’integrazione economica. A febbraio, le tensioni avevano portato alla chiusura di un’importante tratta commerciale tra i due Paesi.  

La firma del patto è avvenuta mercoledì 21 agosto a Luanda, in Angola. In base a tale accordo, i due presidenti hanno concordato di rispettare la reciproca sovranità e quella dei Paesi vicini. Si sono inoltre impegnati ad “astenersi da azioni favorevoli alla destabilizzazione o alla sovversione del territorio dell’altra parte e da atti quali il finanziamento, l’addestramento e l’infiltrazione di forze destabilizzanti”. Infine, i due leader hanno stabilito di “proteggere e rispettare i diritti e le libertà” delle persone “residenti o in transito” nei rispettivi Paesi e di riprendere le attività transfrontaliere “tra cui la circolazione di persone e merci il più presto possibile”.

In seguito all’accordo, il presidente Museveni ha dichiarato: “L’Uganda è profondamente impegnata a rafforzare quanto sottoscritto nel patto”. Da parte sua, il leader ruandese Kagame ha sottolineato che potrebbe servire un po’ di tempo prima che i due Stati riprendano le normali relazioni ma, secondo le parole del presidente, l’accordo evidenzia che “molta strada è già stata fatta”. Il leader dell’Angola, Joao Lourenco, che ha ospitato la cerimonia della firma, ha espresso tutto il suo sostegno all’accordo e ha affermato che i due presidenti hanno mostrato una grande volontà di risolvere il conflitto.

La controversia tra Uganda e Ruanda è cresciuta soprattutto negli ultimi mesi. L’intelligence ugandese ha accusato il vicino africano di diversi omicidi di alto profilo, tra cui quello di un ufficiale di polizia e di alcuni funzionari governativi. Nel frattempo, il governo di Kigali, da parte sua, ha ripetutamente sostenuto che le autorità di Kampala supportassero i gruppi ribelli ruandesi in opposizione a Kagame, come il Congresso Nazionale del Ruanda (RNC) e le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR). La faida si è poi inasprita a febbraio, quando Kigali ha deciso di chiudere la sua tratta commerciale più trafficato, noto come Katuna per gli ugandesi e Gatuna per i ruandesi, impedendo il passaggio agli autocarri mercantili di Kampala. La situazione è più volte degenerata da allora. A marzo, il Ruanda ha accusato pubblicamente l’Uganda di rapire i suoi cittadini e sostenere i ribelli intenzionati a rovesciare il governo. A maggio, due soldati ruandesi sono entrati nel distretto di Rukiga, in Uganda, alla ricerca di un sospetto contrabbandiere, secondo quanto riferito dal Ministero degli Affari Esteri di Kampala. I militari hanno poi sparato a due cittadini, spingendo l’Uganda ad accusare il governo di Kigali di violare la sua “integrità territoriale” e definendo l’episodio “un incidente di omicidio”. Il Ruanda aveva altresì vietato ai suoi cittadini di recarsi in Uganda, limitando in questo modo non solo il passaggio delle merci ma anche quello delle persone tra i due Paese.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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