Somalia: nominati i nuovi capi della sicurezza e il nuovo sindaco di Mogadiscio

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 9:19 in Africa Somalia

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Il presidente della Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha annunciato, giovedì 22 agosto, un sostanziale rimpasto dei capi della sicurezza del Paese e la sostituzione dell’ex sindaco di Mogadiscio, Abdirahman Omar Osman, morto a seguito di un attentato islamista, il 24 luglio. Il gruppo di Al Shabaab, legato ad Al Qaeda, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco contro l’ufficio di Osman perpetrato da una kamikaze donna.

A prendere il posto del defunto sindaco è Omar Mohamud Mohamed, fuggito anni fa in Gran Bretagna, dove ha accumulato diversi anni di esperienza come consigliere, a Londra, prima di decidere di tornare a casa per aiutare a ricostruire il suo Paese devastato dalla guerra. Il presidente somalo ha altresì selezionato nuovi capi dell’intelligence nazionale, della polizia e dell’esercito, secondo quanto dichiarato dal suo ufficio in una nota. L’ex giornalista, Fahad Yasin, è stato nominato capo dell’Agenzia di Sicurezza di Intelligence Nazionale (NISA), dopo aver ricoperto il ruolo di capo ad interim negli ultimi 10 mesi. Odowa Yusuf Rage, comandante delle operazioni dell’esercito, è stato invece nominato comandante generale dell’esercito, mentre Abdi Hassan Mohamed Hajar sarà il nuovo capo della polizia.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un’organizzazione jihadista fondata nel 2006 e affiliata ad al-Qaeda, che mira a rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’ONU, per prendere il potere e imporre la propria interpretazione della legge islamica. Al Shabaab controlla la maggior parte del Paese, ma dal 2010 l’Unione Africana e le autorità locali hanno rafforzato la propria cooperazione militare, costringendo i terroristi ad abbandonare importanti roccaforti urbane. Tuttavia, i militanti, attivi soprattutto nel Sud della Somalia, continuano a compiere attacchi sistematici contro hotel, posti di blocco militari e palazzi presidenziali. Il gruppo mira a rovesciare il governo somalo internazionalmente riconosciuto, per eliminare le truppe di peacekeeping dell’Unione Africana e imporre la propria interpretazione della legge islamica. 

L’ultima offensiva dei militanti di Al-Shabaab era avvenuta mercoledì 24 luglio, quando un attentato suicida ha colpito il quartier generale del governo locale di Mogadiscio, in Somalia, ferendo il sindaco, Abdirahman Omar Osman, che in seguito ha perso la vita, e diversi altri funzionari. A seguito dell’attentato, 11 persone, inclusi 2 commissari del distretto e 3 direttori, sono rimaste uccise. L’attacco è stato rivendicato dall’affiliato terroristico di Al Qaeda nella regione del Corno d’Africa, Al-Shabaab, il quale è solito compiere operazioni di questo tipo scagliandosi principalmente contro il governo di Mogadiscio, che mira a rovesciare. 

Il Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, come quello del 2016, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per i terroristi in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che, nel 2017, i terroristi somali hanno utilizzato diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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