Malta: i migranti della Ocean Viking ridistribuiti tra 6 Paesi

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 20:20 in Immigrazione Malta

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Il governo di Malta ha reso noto, venerdì 23 agosto, che i 356 migranti a bordo della nave umanitaria Ocean Viking  verranno ridistribuiti tra 6 Paesi europei.

Tali Paesi sono Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania. La nave di salvataggio Ocean Viking, battente bandiera norvegese, è bloccata in mare da più di 13 giorni, nelle acque internazionali poste tra Linosa e Malta. Quest’ultima aveva rifiutato l’ingresso dell’imbarcazione nelle sue acque e le due richieste avanzate alle autorità italiane sono rimaste senza risposta.

L’imbarcazione, che possiede circa 356 migranti a bordo, di cui oltre 100 minori, ha recuperato le persone in quattro diverse operazioni di salvataggio. L’ultima è avvenuta lunedì 12 agosto, quando solo in una giornata sono stati salvati circa 105 migranti. La nave, gestita da Medici Senza Frontiere e dalla Ong francese SOS Mediterranée, trasporta principalmente migranti africani provenienti dal Sudan. Dei 100 minori, circa 90 sono non accompagnati e 3 bambini hanno meno di cinque anni.

A dare la notizia dello sbarco e della ridistribuzione è stato il premier maltese, Joseph Muscat, che ha dichiarato di aver raggiunto l’accordo in seno alla Commissione Europea, e che i migranti verranno dapprima trasferiti su una nave di pattuglia delle forze armate di Malta, al di fuori delle acque territoriali, per poi dirigersi nei sei Paesi europei.

Il governo maltese ha precisato che nessuna delle operazioni di salvataggio è avvenuta nell’area di competenza di Malta o sotto la direzione delle autorità maltesi. Pertanto, l’Ocean Viking non entrerà nelle acque territoriali e nessun migrante rimarrà nell’isola. Tuttavia, Malta si è detta pronta ad essere un membro attivo e propositivo in ambito europeo, partecipando a soluzioni pragmatiche che non ricadono su di un solo Stato membro.

Gli sforzi di Malta nel mediare una soluzione sono stati elogiati dal Commissario europeo per le migrazioni, Dimitris Avramopoulos, il quale ha esortato tutte le parti a rispettare i propri impegni rapidamente.

Le navi di salvataggio delle ONG sono spesso state al centro di controversie negli ultimi anni, dopo che l’Italia ha adottato una politica di porti chiusi. Malta si è mossa nello stesso modo, in quelle occasioni in cui i soccorsi sono avvenuti al di fuori della propria area di competenza.

Dal canto suo, l’UE non è riuscita ad adottare un approccio comune in materia di migrazione, lasciando spesso gli Stati in prima linea, tra cui l’Italia e Malta, ad affrontare il fardello maggiore dei flussi migratori provenienti dalla Libia.

Le ONG hanno più volte reclamato un meccanismo di sbarco e ridistribuzione più permanente, con l’obiettivo di prevenire situazioni di stallo per lunghi periodi, in cui le persone salvate si sono talvolta ritrovate a trascorrere intere settimane in mare in un limbo, fino a trovare soluzioni.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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