Indonesia: 34 arresti e blocco di internet in Papua Occidentale

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 7:30 in Asia Indonesia

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Il governo indonesiano ha bloccato l’accesso a Internet e le forze di sicurezza hanno arrestato 34 persone in Papua Occidentale, nella giornata di giovedì 22 agosto. 

La polizia ha mobilitato altri 1.200 uomini per reprimere le proteste nelle città di Manokwari, Sorong, Fakfak e Timika, vicino alla gigantesca miniera di rame di Grasberg. Inoltre, il ministero delle comunicazioni ha bloccato l’accesso a Internet e alle telecomunicazioni per impedire ai papuani di organizzare le proteste tramite i  social media e di diffondere notizie “false”. Le chiamate e i messaggi di testo rimangono comunque permessi, ha dichiarato il portavoce del ministero, Ferdinandus Setu. “Questo è uno sforzo per frenare le falsità e, soprattutto, impedire alle persone di condividere messaggi provocatori che possono incitare all’odio razziale”, ha aggiunto. 

Le proteste sono scoppiate il 19 agosto, a seguito dell’arresto di alcuni studenti di etnia papuana che vivevano a Surabaya e Malang, sull’isola di Giava. Questi erano stati accusati di aver gettato la bandiera indonesiana in una fogna. Da parte loro, i giovani hanno negato di aver compiuto tale gesto. Inoltre, alcune agenzie di stampa hanno riferito che i ragazzi sarebbero stati sottoposti ad abusi legati alla loro etnia. Secondo quanto riferito, sono stati chiamati “scimmie” dalle forze dell’ordine, mentre venivano radunati e portati via. Gli studenti sono stati rilasciati dalla polizia domenica 18 agosto. Tuttavia, le tensioni erano già state innescate, con il West Papua National Committee (KNPB) che ha invitato i papuani a unirsi in una protesta contro il governo.

A Sorong, la più grande città della Papua Occidentale, i manifestanti hanno bloccato le strade e si sono radunati davanti all’ufficio del sindaco, martedì 20 agosto. Un video ottenuto da Al Jazeera mostra un gruppo di uomini armati di bastoni che lanciano pietre contro gli agenti di polizia. Nel video, si vede un ufficiale colpito che cade a terra. I media locali hanno anche riferito che i manifestanti hanno preso di mira l’aeroporto Domine Eduard Osok, costringendo le compagnie aeree a cancellare i voli per Sorong. Infine, le proteste hanno raggiunto anche la prigione locale, che conta 250 detenuti. Dopo che l’edificio è stato dato alle fiamme, molti dei prigionieri ne hanno approfittato per evadere, martedì 20 agosto. Da parte loro, le autorità insistono che la situazione è sotto controllo. Mario Christy Siregar, capo della polizia di Sorong, ha riferito che non ci sono state vittime gravi. “Nessuno è stato ferito. Tutto è sotto controllo”, ha insistito.

La regione della Nuova Guinea Occidentale era una colonia olandese fino al 1962, quando l’Indonesia prese il controllo del territorio, consolidando il proprio governo tramite un controverso referendum. Secondo Giacarta, la Papua Occidentale è indonesiana, in quanto faceva parte delle Indie orientali olandesi che costituiscono la base dei confini moderni del Paese. Tuttavia, l’etnia locale, che dopo decenni di migrazioni rappresenta ora la metà della popolazione, rivendica la propria autonomia. Per anni, gli indigeni papuani hanno minacciato una rivolta armata. La Nuova Guinea Occidentale è anche la regione più povera del Paese, dove sono anche frequenti le accuse di violazione dei diritti umani ai danni della popolazione locale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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