Guatemala: la Commissione ONU lascia il paese

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 6:30 in America Latina America centrale e Caraibi

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La Commissione internazionale contro l’impunità del Guatemala (Cicig), creata dalle Nazioni Unite per rafforzare il debole sistema giudiziario guatemalteco, mercoledì 21 agosto ha chiuso le sue attività nel paese centroamericano dopo 12 anni di lavoro che avevano avuto l’obiettivo di mostrare alla cittadinanza che è possibile combattere contro le mafie e la corruzione e che la giustizia può perseguire e colpire gruppi e persone che fino ad ora sembravano intoccabili. Tuttavia, la fine della Cicig nel paese mesoamericano è stata “umiliante” secondo le dichiarazioni dei funzionari ONU. Il grande protagonista della rottura è stato il presidente, Jimmy Morales, che ha dichiarato persona non grata il commissario Iván Velázquez, ha annullato gli accordi internazionali firmati dal Guatemala e ha ordinato a tutto il personale di lasciare il territorio nazionale entro 24 ore.

Il presidente guatemalteco, che sarà sostituito alla presidenza dal conservatore Alejandro Giammattei, vincitore delle elezioni dello scorso 11 agosto, ha ignorato anche il dettame Corte costituzionale, che gli ordinava di annullare la sua decisione. La scintilla che ha scatenato la rabbia del presidente e ha causato la sua partenza dal paese della Cicig è stata l’inchiesta avviata dalla Commissione contro José Manuel Morales Marroquín e Samuel Morales Cabrera, rispettivamente figlio e fratello del presidente, accusati di aver truffato il tesoro simulando attività per conto del governo che non hanno mai svolto. Un’accusa da cui sono stati assolti lo scorso 18 agosto. Successivamente, un’altra indagine della procura dell’ONU ha raggiunto lo stesso Jimmy Morales per finanziamenti elettorali non dichiarati durante la campagna che lo ha portato al potere.

Numerosi magistrati e avvocati lamentano l’espulsione della Cicig come “un passo indietro” nella lotta alla corruzione e sottolineano come ora “il compito della magistratura inquirente in Guatemala sarà più difficile”. Alejandro Giammattei non ha nascosto la sua intenzione di non tornare sulla decisione di Morales e di non rinnovare il mandato della Commissione internazionale. “La Cicig è finita, non è più utile a lottare contro la corruzione in Guatemala” – ha dichiarato in un intervista alla versione in spagnolo del canale televisivo statunitense CNN, in cui annuncia la creazione di una “nuova commissione”.

Il modo in cui Morales ha annullato le indagini del Cicig porta “discredito internazionale” al Guatemala. “Il paese non ha una bella immagine a causa del modo in cui è stato risolto l’accordo e dei segni di ostilità dei settori tradizionalmente legati al governo nei confronti di una commissione internazionale che ha fatto uno sforzo così grande per aiutarci a costruire un sistema di giustizia efficace” – spiega al quotidiano El País Francisco Villagrán de León, ex ambasciatore del Guatemala negli Stati Uniti e alle Nazioni Unite. Secondo il diplomatico, l’uscita della Cicig “lascia molte dubbi sull’impegno del Guatemala nello stabilire un vero stato di diritto e la sua fragilità nel rispettare gli impegni assunti”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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