Elezioni Argentina: Bolsonaro in campo

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 9:02 in Argentina Brasile

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Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha criticato duramente il candidato peronista alla guida dell’Argentina, Alberto Fernández, da quando il risultato delle primarie dell’11 agosto lo ha avvicinato alla Casa Rosada. Intervenendo pubblicamente Bolsonaro ha rincarato le accuse, assicurando che il destino dell’Argentina è quello del Venezuela se Fernández venisse eletto e ricorrendo persino a citazioni bibliche per continuare a provocare il kirchnerista che può succedere a Mauricio Macri il prossimo ottobre. 

“Con il possibile ritorno della gente del Forum di San Paolo (il forum della sinistra latinoamericana che si tiene nella città brasiliana, N.d.A.) in Argentina, la gente ritirerà i propri soldi dalle banche… e l’Argentina è sempre più vicina al Venezuela” – ha scritto sul suo account Twitter, per poi citare il proverbio biblico: “Chi lavora la sua terra avrà abbondanza di pane; ma chi va dietro ai fannulloni avrà abbondanza di miseria”. 

Sabato scorso Bolsonaro aveva già dichiarato che non avrebbe lasciato che il Brasile si avvicinasse a “politiche che non hanno prodotto risultati in nessuna parte del mondo”, riferendosi all’Argentina. “Chiediamo a Dio che la nostra cara Argentina sappia come procedere per non tornare indietro”.

In un’intervista al giornale bonaerense Clarín, Il ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araújo, ha mantenuto gli stessi toni, nonostante le dichiarazioni di Fernández secondo cui non sarebbe tornato al passato quando si tratta del Mercosur e dell’accordo Mercosur-UE, principale risultato di Macri in politica estera. Araújo ha paragonato l’avversario di Macri a una matrioska. “Quando che dice che non sarà necessariamente lo stesso del governo Kirchner, io, per usare un’immagine, la vedo come una matrioska. C’è Alberto Fernández, la apri e c’è Cristina Kirchner, la apri e c’è Lula, e poi Hugo Chávez”, -ha ironizzato. “Non abbiamo l’illusione che il cosiddetto kirchnerismo 2.0 sia diverso dal kirchnerismo 1.0” – ha concluso Araújo.

Le dichiarazioni di Bolsonaro e del suo ministro degli Esteri sull’Argentina rafforzano l’immagine bellicosa in politica estera che il governo brasiliano sta costruendo, ripetendo l’escalation retorica di Donald Trump con il Messico. La differenza è che il Brasile non è gli Stati Uniti e l’Argentina, pur strettamente legata economicamente a Brasilia, non ha una dipendenza simile dal Brasile. Le relazioni commerciali tra i due paesi sudamericani sono convenienti per entrambi le direzioni e li obbliga a cercare un’intesa chiunque sia il governo.

“Siamo condannati geograficamente, politicamente ed economicamente” – avverte al quotidiano spagnolo El País il diplomatico brasiliano Marcos Azambuja, che è stato ambasciatore in Argentina negli anni ’90. “È come un tessuto cucito per oltre 200 anni, un’estensione naturale della terra e persino dei fiumi. Molte generazioni di statisti hanno lavorato per superare la sfiducia tra i due paesi, non c’è alternativa all’andare d’accordo” – aggiunge Azambuja.

Il fatto che l’Argentina acquisti principalmente prodotti fabbricati dal Brasile costringe il governo brasiliano a trattare molto bene il suo terzo partner commerciale. “Dobbiamo aiutare l’Argentina, rafforzarla, qualunque sia l’esito delle prossime elezioni”, avverte il presidente dell’Associazione brasiliana per il commercio estero, José Augusto Castro. “Se la situazione peggiorerà in Argentina, ciò che oggi va male in Brasile andrà peggio” – spiega. Oggi l’economia brasiliana, seppure in ripresa dopo anni di recessione, è ancora molto fragile. La proiezione del PIL per quest’anno è di un aumento dello 0,8%, e i disoccupati sono oltre 12 milioni.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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