Corea del Nord: Pompeo, una pianta velenosa

Pubblicato il 23 agosto 2019 alle 18:30 in Corea del Nord USA e Canada

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Il ministro degli Esteri della Corea del Nord, Ri Yong Ho, venerdì 23 agosto, ha definito il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, una “pianta velenosa della diplomazia americana“, che ostacola gli sforzi per riavviare i negoziati sulla questione del nucleare.

Inoltre, Ri ha affermato che Pyongyang è pronta a “frantumare l’assurdo sogno” degli Stati Uniti, secondo cui le sanzioni porteranno a un cambiamento forzato nel Paese asiatico. A detta del ministro, la Corea del Nord cercherà di rimanere la “più grande minaccia ” se gli USA continuano a rapportarsi con il Nord attraverso sanzioni. A tal proposito, per Ri, Washington ha lanciato “ombre oscure” sui colloqui tra Stati Uniti e Corea del Nord, sostenendo che il diplomatico americano è più interessato alle proprie ambizioni politiche che all’attuale politica estera di Washington.

La dichiarazione del ministro nord-coreano giunge, probabilmente, in risposta alle dichiarazioni di Pompeo, secondo cui Washington manterrà sanzioni paralizzanti sulla Corea del Nord, a meno che il Paese non si denuclearizzi. “Gli USA continueranno a mantenere le sanzioni più severe di tutta la storia, e continueranno a lavorare per convincere il presidente, Kim Jong Un, e i leader nordcoreani che la cosa giusta da fare è la denuclearizzazione” ha affermato Pompeo ad inizio settimana, nel corso di un’intervista con il Washington Examiner.

In tale quadro, il principale inviato statunitense in Corea del Nord, Stephen Biegun, ha dichiarato, il 21 agosto, che Washington è pronta a riprendere la strada della diplomazia con Pyongyang, circa la questione del nucleare. La dichiarazione è giunta il giorno seguente alla fine delle esercitazioni militari regolari tra le forze armate statunitensi e sudcoreane, definite dalla Corea del Nord una prova di invasione.

La diplomazia guidata dagli Stati Uniti sulle armi nucleari della Corea del Nord è crollata dopo che il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, ha respinto la richiesta di Kim di revocare le sanzioni in cambio di un disarmo parziale, durante il loro secondo vertice svoltosi ad Hanoi, nel mese di febbraio scorso. Da allora i due Paesi non si sono più incontrati pubblicamente.

Il 30 giugno, in un incontro storico nella zona demilitarizzata tra le due Coree, i due presidenti si erano temporaneamente riappacificati e avevano deciso di riprendere i colloqui sulla denuclearizzazione. La proposta di dialogo aveva interrotto il quadro di minacce e tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, nate dalle sanzioni imposte contro Pyongyang.

Il prossimo vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, il terzo tra i due Paesi, dovrebbe avvenire, presumibilmente, entro la fine del 2019. Tali incontri hanno l’obiettivo di indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

 

 

  

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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