Stati Uniti e Israele: progetti con il Golfo in programma

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 16:03 in Israele USA e Canada

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Israele e Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per costruire una rete di cooperazione con altri Paesi del Golfo in alcuni settori, tra cui sviluppo, economia e sicurezza.

La notizia è stata resa nota giovedì 22 agosto. In particolare, il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ed il direttore per l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), Mark Green, nel corso di un incontro tenutosi a Tel Aviv, mercoledì 21 agosto, si sono accordati per il lancio di progetti basati sulla cooperazione con Paesi terzi, compresi gli Stati del Golfo.

Secondo quanto stabilito, Katz e Green formuleranno un ampio programma di cooperazione per lo sviluppo che legherà Israele e gli USA agli Stati del Golfo. Questo si concentrerà soprattutto in quei settori in cui la parte israeliana ha mostrato un chiaro livello di eccellenza, ovvero sicurezza, alimentazione, agricoltura, risorse idriche e irrigazione, istruzione e cyber-security. Grazie a tale collaborazione, sarà possibile mettere in atto “innovazioni” israeliane in altri Paesi, attraverso importanti progetti. Inoltre, le due parti hanno sottolineato la necessità che questi includano anche il settore privato.

Kats ha dichiarato che l’Agenzia di cooperazione internazionale del ministero degli Esteri israeliano sarà interessata da una svolta nelle proprie attività, nel prossimo periodo, in quanto diventerà il braccio esecutivo di Israele nella delineazione di progetti di sviluppo, volti a rafforzare le proprie relazioni con altri Paesi. Inoltre, l’Agenzia israeliana coordinerà i piani proposti con l’USAID, rafforzando, in tal modo, la cooperazione tra le due parti, iniziata nel 1985, quando il rapporto mirava a rafforzare le relazioni anche con i Paesi in via di sviluppo.

Risale a due anni fa l’annuncio del ministro Katz, allora ministro dei Trasporti e dell’Intelligence, circa la costruzione di una rete ferroviaria che collegasse Israele con i Paesi del Golfo, passando per la Giordania. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, appoggiò fortemente il progetto.

Non da ultimo, la collaborazione USA-Israele vede la volontà di quest’ultimo di partecipare alla missione navale, promossa dagli Stati Uniti, volta a promuovere la sicurezza delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz. La decisione di Katz coincideva con l’avvio di un’esercitazione internazionale guidata dal braccio navale israeliano nel porto di Haifa.

Tale decisione non è stata accolta da alcuni Paesi, Iran in primis. A tal proposito, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Abbas Mousavi, ha dichiarato, il 9 agosto, che il sostegno israeliano rappresenta una chiara minaccia alla sicurezza, sovranità ed integrità territoriale, nonché un fattore di crisi destabilizzante. “La repubblica islamica dell’Iran si riserva il diritto di affrontare tale minaccia per difendere i propri territori, nel quadro di una politica difensiva” sono state le parole del portavoce, aggiungendo che non si esiterà a tradurre le parole in fatti.

Inoltre, anche il ministro degli Esteri iracheno, Mohamed Ali AlHakim, ha affermato che il proprio Paese ha respinto la partecipazione di Israele a qualsiasi forza militare volta a mettere in sicurezza la navigazione delle navi nel Golfo Persico. A detta di un funzionario iracheno, Baghdad respinge un’eventuale partecipazione israeliana perché ciò significherebbe che le navi irachene passerebbero sotto il suo controllo e ciò non è accettabile.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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