Libia: Parigi continua a collaborare con Haftar

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 14:32 in Francia Libia

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Una fonte governativa di alto livello del governo tripolino ha rivelato che un contingente militare francese, che sostiene l’Esercito Nazionale Libico (LNA), ha avviato la preparazione di una stazione di controllo di droni, a beneficio delle forze del generale libico Khalifa Haftar.

Tale stazione è situata nell’aeroporto del porto petrolifero di Sidra, posto nel Nord della Libia. Secondo quando dichiarato dalla medesima fonte, la divisione militare francese è responsabile del controllo della traiettoria dei droni, talvolta diretti verso la base aerea e l’accademia militare di Misurata, o contro le postazioni militari del governo tripolino, poste nell’Est e nel Sud di tale città, oltre che verso le altre regioni centrali del Paese. Inoltre, la squadra francese possiede altresì una scorta di sicurezza, situata nell’area residenziale del porto petrolifero di Ras Lanuf.

Secondo altre fonti libiche, esiste un’ulteriore divisione francese nel quartier generale di una delle compagnie della città di Hoon, nella regione centrale di Al-Jafra. Da qui, le forze francesi controllerebbero gli sviluppi delle battaglie condotte a Sud della capitale libica Tripoli.

La notizia giunge in un momento in cui Parigi nega di fornire qualsiasi supporto militare alle forze di Haftar. Tuttavia, un analista politico libico, As’ad al-Sharta’a ha affermato che la Francia, attraverso il diritto di veto, frena qualsiasi tentativo di trovare una soluzione legale, in sede Onu, per punire i responsabili di crimini di guerra in Libia. Ciò paralizza il ruolo del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Inoltre, a detta dell’analista, il supporto militare da parte francese verso Haftar non si limita ai droni, ma include altresì esperti e tecnologia.

In tale contesto, circa un mese fa, il capo del Consiglio supremo di Stato libico, Khalid al-Mishri, ha dichiarato che la missione delle Nazioni Unite era stata informata sui dati ricevuti dal proprio Consiglio circa la preparazione di un piano segreto, in cui Francia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti avrebbero sostenuto le forze dell’LNA in un attacco un attacco contro Tripoli. Al- Mishri aveva poi sottolineato che gli stessi Paesi che sostengono Haftar avevano preso la decisione di porre fine alla guerra in Libia, con interventi diretti o indiretti, e in modo segreto, in seguito alle successive sconfitte subite dall’LNA, tra cui quella nella città di Gharyan.

Egitto, Francia ed Emirati sono stati più volte considerati i principali sostenitori di Haftar nell’ambito dell’operazione contro la capitale Tripoli, attraverso la fornitura di veicoli da guerra aerei e armi di alta qualità.  A tal proposito, è del 29 giugno scorso la notizia del ritrovamento di alcuni missili americani ma di provenienza francese in una base utilizzata dalle forze del generale, nella città occidentale di Gharyan. L’8 luglio scorso, è stato inoltre dichiarato che l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti hanno reclutato militanti dal Sudan e da altri Paesi africani per supportare le forze armate di Haftar.

Rispondendo alla richiesta di chiarimenti del governo tripolino, Parigi ha affermato che i missili e altre armi ritrovati avevano lo scopo di fornire autoprotezione a un’unità francese impegnata nella lotta al terrorismo e nulla è stato consegnato alle forze locali.

I 3 Paesi sono poi tra i 6 firmatari di una dichiarazione congiunta, rilasciata lo scorso 16 luglio, in cui è stata richiesta la fine immediata del conflitto in Libia e la cessazione delle ostilità a Tripoli, condannando ogni tentativo dei gruppi terroristici di approfittare del vuoto di potere nel Paese per prolungare i combattimenti. 

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Al suo interno, gli schieramenti sono due. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Serraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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