La Brexit e il confine irlandese: le posizioni di Germania e Francia

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 17:15 in Francia Germania UK

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha riferito al primo ministro inglese Boris Johnson, durante un incontro a Parigi, giovedì 22 agosto, che non c’è più tempo per riscrivere l’accordo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, vista l’attivazione imminente della Brexit, il 31 ottobre. Johnson ha incontrato Macron al Palazzo dell’Eliseo un giorno dopo aver intrattenuto colloqui con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Se la Germania si è mostrata più accondiscendente invitando il governo di Londra a presentare alternative alla clausola del “backstop” per la risoluzione della questione del confine irlandese, la Francia si è detta più cauta e ha ribadito che qualsiasi alternativa dovrà rispettare sia l’integrità del mercato unico europeo sia la stabilità dell’Irlanda.

“Voglio essere molto chiaro: nel mese a venire, non credo che troveremo un nuovo accordo di recesso che devierà di molto dall’originale”, ha detto Macron dopo una calorosa stretta di mano con il premier britannico. Dal canto suo Johnson, nelle sue prime visite ufficiali da quando ha assunto la nuova carica, il 23 luglio, ha affermato che la Merkel e Macron rischiano di affrontare una Brexit senza accordo, il 30 ottobre, se non verrà modificato l’attuale trattato con l’Europa.

Il primo ministro inglese, però, è fiducioso e ha detto che pensa di riuscire a “trovare un accordo e concludere un buon affare” in tempo. In particolare, Johnson è stato “fortemente incoraggiato” dalle parole della cancelliera tedesca, mercoledì 21 agosto, secondo quanto da lui stesso riferito. “Facciamo la Brexit, facciamolo in modo ragionevole e pragmatico, nell’interesse di entrambe le parti e non aspettiamo fino al 31 ottobre”, ha detto Johnson. “Andiamo avanti approfondendo e intensificando l’amicizia e la collaborazione tra di noi”, ha aggiunto. Il premier inglese crede che il timore di un’uscita senza accordo possa convincere i leader francese e tedesco a dover accettare un accordo dell’ultimo minuto che soddisfi gran parte delle richieste del governo di Londra. Macron, da parte sua, ha dichiarato che l’Unione Europea non intende andare incontro a una “no-deal Brexit”, ma, in tal caso, sarebbe pronta ad affrontarla.

Dopo la Brexit, la frontiera tra l’Irlanda e la provincia britannica dell’Irlanda del Nord sarà l’unica frontiera terrestre tra l’UE e la Gran Bretagna. L’UE vuole garantire che non diventi una porta di accesso per le merci che entrano nel mercato unico dell’Unione, il quale garantisce la libera circolazione di merci, capitali, servizi e lavoro. Il “backstop”, negoziato dal predecessore di Johnson, Theresa May, prevede che la Gran Bretagna rimanga in un’unione doganale temporanea con l’UE dopo la Brexit, evitando la necessità di qualsiasi frontiera “dura”, fino a soluzione migliore. Si tratta, in pratica, di una zona tariffaria speciale che permetta di tenere aperto il confine tra la Repubblica irlandese, membro dell’Ue, e l’Irlanda del Nord. Secondo i sostenitori della Brexit, tuttavia, il backstop sarebbe antidemocratico perché renderebbe il Regno Unito dipendente dall’UE.

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Chiara Gentili

di Redazione

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