Israele: condannati 2 terroristi, erano militanti dell’ISIS

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 15:57 in Israele Medio Oriente

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Secondo quanto rivelato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza interna di Gerusalemme, Shin Bet2 cittadini israeliani, entrambi di etnia araba, sono stati condannati per essere militanti dell’ISIS e per pianificare attentati terroristici nei luoghi sensibili d’Israele. 

Il giudiziorivelato a seguito dell’udienza tenuta giovedì 22 agosto, segue l’arresto, avvenuto ad Haifa, nell’area nordoccidentale del Paese, nel mese di luglio, dei 2 cittadini di etnia arabaAmin Yasin e Ali Armush. Secondo quanto rivelato dall’Agenzia per la sicurezza, il primo terrorista, Yasin, è un ragazzo di 22 anni, studente di medicina in Slovacchia. Il secondo condannato, invece, ha 28 anni. Entrambi i terroristi provengono da Tamra, una città situata nell’area settentrionale di Israele, e sono stati accusati anche di aver assunto un ruolo “attivo nella promozione dell’ideologia dell’ISIS”. 

Secondo quanto rivelato dal Times of Israel, a seguito dell’arresto, avvenuto lo scorso 16 luglio, sui 2 terroristi pendeva un’ordinanza restrittiva, la quale impediva di diffondere notizie sul caso. Tale provvedimento è decaduto quando, giovedì 22 agosto, i 2 indiziati si sono presentati dinanzi alla corte per affrontare il processo. 

A seguito dell’udienza, la Shin Bet ha potuto rivelare che “i 2 indagati avevano all’interno dei loro computer dati ed informazioni che includevano materiale appartenente allo Stato Islamico, così come documenti che mostravano come fabbricare armi e ordigni da utilizzare negli attentati”. Per tale ragione, l’Agenzia per la sicurezza interna di Israele ha concluso che “tutto ciò fosse finalizzato alla preparazione di attacchi terroristici”. 

In più, rende noto il Times of Israel, sui 2 indiziati pende il capo d’accusa relativo alla pianificazione dell’uccisione di uno dei cugini di Yasin, ritenuto colpevole di essere divenuto un “infedele” dopo aver prestato servizio nell’esercito americano. 

I 2 cittadini, conclude l’Agenzia per la sicurezza interna d’Israele, “si sentivano affiliati all’ISIS al punto tale da pensare di poter fondare una provincia dello Stato Islamico in Israele”. 

Secondo quanto rivelato dalla Shin Bet, diversi cittadini israeliani di etnia araba sono noti ai servizi segreti di Gerusalemme per essersi uniti all’ISIS in Siria e in Iraq. In totale, il numero di israeliani di etnia araba rappresentano circa il 17.5% dell’intera popolazione del Paese, che ammonta a circa 9 milioni di persone. 

Secondo quanto rivelato nel settembre 2018 da Foreign Policy, Israele ha negli anni segretamente armato e finanziato una dozzina di gruppi ribelli presenti nel sud della Siria al fine di impedire ai combattenti iraniani e ai militanti dello Stato Islamico di avvicinarsi al proprio territorio.  

Parallelamente, negli ultimi anni Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran e il gruppo paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei suoi confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. 

Le tensioni tra Siria e Israele hanno avuto inizio con la guerra mediorientale del 1967, quando Damasco ha perso le Alture del Golan ed il territorio è passato sotto il dominio di Israele. L’altopiano è stato, poi, annesso unilateralmente da Israele nel 1981, ma l’annessione è stata riconosciuta solo da alcuni alleati come gli USA che, il 25 marzo 2019, hanno riconosciuto ufficialmente la piena sovranità israeliana in tale area, con un decreto firmato dal presidente americano, Donald Trump. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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