Iran: svelato sistema missilistico ad ampio raggio

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 12:16 in Iran Medio Oriente

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L’Iran ha svelato, giovedì 22 agosto, un sistema missilistico terra-aria ad ampio raggio, fabbricato localmente.

La televisione di Stato ha trasmesso un video del presidente iraniano, Hassan Rouhani, mentre partecipava alla cerimonia di inaugurazione del sistema mobile Bavar-373, descritto, dai media iraniani, un rivale del sistema missilistico russo S-300. Il ministro della Difesa iraniano, il brigadiere generale Amir Hatami, ha dichiarato che con tale sistema di difesa aerea a lungo raggio, sarà possibile individuare obiettivi o altri velivoli posti ad una distanza di più di 300 km, bloccarli a 250 km e distruggerli a 200 km. Inoltre, a detta del ministro, si è di fronte al più importante progetto nazionale di difesa aerea antimissile, la cui produzione ha avuto inizio diversi anni fa.

Il nuovo sistema missilistico è stato mostrato in concomitanza con la giornata nazionale per l’industria della difesa. Come sottolineato, l’industria iraniana locale degli armamenti si è sviluppata notevolmente negli ultimi tempi, per far fronte alle sanzioni e alle restrizioni imposte dagli USA, che hanno impedito al Paese di importare armi dall’estero.

A detta di alcuni analisti, Teheran ha spesso cercato di rafforzare il proprio arsenale, ma è il programma missilistico sviluppato ad aver portato gli Stati Uniti ad abbandonare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevede la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

L’8 maggio 2018, il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare ed ha imposto nuovamente sanzioni contro Teheran. L’Iran ha invitato diverse volte i Paesi europei a controbilanciare le sanzioni poste da Washington. A tal proposito, Teheran ha minacciato diverse volte di ridurre i propri impegni, in assenza di risposte concrete da parte europea. Nel caso in cui non avesse ottenuto quanto richiesto, l’Iran si era detto pronto ad avviare la terza fase della riduzione dei propri adempimenti all’accordo.

La prima fase ha visto il blocco dell’esportazione di acqua pesante, e l’aumento della propria scorta di uranio arricchito a 300 kg. In un secondo momento, nello specifico il 7 gennaio 2019, l’Iran ha portato a termine una seconda fase della riduzione dei propri adempimenti, innalzando l’arricchimento dell’uranio al 4.5 %, superando la soglia del 3.67 % stabilita precedentemente.

In tale quadro, lo scorso 20 agosto, il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, durante un incontro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha esortato la comunità internazionale a trovare una strategia che impedisca all’Iran di “creare nuovi disordini”, una volta che l’embargo sulle armi verrà revocato, come previsto, nell’ottobre 2020.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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