Corea del Nord critica le mosse USA e avverte: “Sono pericolose”

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 17:57 in Corea del Nord USA e Canada

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Il recente test statunitense di un missile da crociera a medio raggio e l’intenzione di Washington di schierare jet F-35 e attrezzature militari offensive intorno alla penisola coreana, sono mosse “pericolose”, avverte la Corea del Nord.

Pyongyang rimane favorevole ai colloqui e ai negoziati per risolvere tutte le questioni in ballo con gli Stati Uniti, ma, ribadisce un portavoce del Ministero degli Esteri nordcoreano, “il dialogo accompagnato da minacce militari non ci interessa”. “Mosse pericolose e insolite sono ora all’orizzonte e ciò rischia di innescare una nuova guerra fredda nella penisola coreana e in tutta la regione”, afferma la nota del Ministero riprendendo uno scenario ipotizzato già da diversi media locali qualche giorno fa.

L’inviato degli Stati Uniti, Stephen Biegun, che presiede i negoziati con la Corea del Nord, è in visita nella regione per discutere sul tema della denuclearizzazione di Pyongyang. “Siamo pronti a impegnarci non appena sentiremo le nostre controparti nella Corea del Nord”, ha detto Biegun mercoledì 21 agosto. Lunedì 19 agosto, il Pentagono ha riferito di aver testato un missile da crociera convenzionalmente configurato, lanciato da terra, con una gittata di più di 500 chilometri. Si è trattato del primo test missilistico effettuato dagli Stati Uniti dopo il ritiro ufficiale dal Trattato con la Russia sull’eliminazione dei missili a medio e corto raggio (INF), firmato nel 1987 da Ronald Reagan e Michail Gorbacev.

I colloqui di alto livello tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord non sono ancora ripresi da quando è fallito il secondo summit tra il presidente americano Donald Trump e il leader di Pyongyang, Kim Jong Un, svoltosi ad Hanoi nel mese di febbraio. Il 30 giugno, in un incontro storico nella zona demilitarizzata tra le due Coree, i due presidenti si sono temporaneamente riappacificati e avevano stabilito di riprendere a breve i dialoghi sulla denuclearizzazione. Il colloquio aveva interrotto il quadro di minacce e tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord, divisi da mesi sulla questione delle sanzioni contro Pyongyang. Il vertice bilaterale tra Washington e Pyongyang, che sarà il terzo tra i due Paesi, dovrebbe avvenire presumibilmente entro la fine dell’anno. Tali incontri sono finalizzati a indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari, nonostante gli analisti siano sfiduciati in merito alle reali intenzioni del Paese asiatico. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

Nel 2017, la Corea del Nord ha eseguito una serie di test missilistici nucleari che hanno fatto crescere la preoccupazione a livello internazionale. Il 4 e il 28 luglio 2017, Pyongyang aveva lanciato i suoi primi due missili balistici intercontinentali, il 3 settembre, aveva sperimentato una bomba all’idrogeno e, il 29 novembre, aveva dichiarato di aver miniaturizzato i suoi dispositivi militari, per renderli idonei a lanciare un missile nucleare contro gli Stati Uniti. Per tentare di fermare tale sviluppo, le Nazioni Unite e gli Stati Uniti avevano più volte imposto una serie di sanzioni sempre più restrittive su Pyongyang, limitandone le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, fra i quali quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità del Paese a sedersi al tavolo delle trattative.

In tale contesto, lo storico summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, avvenuto per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione.

Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. Trump e Kim, accompagnati dalle rispettive delegazioni avevano lasciato il loro sito di incontro nella capitale del Vietnam. Le sanzioni e il ritiro del personale nordcoreano sono stati visti come una battuta d’arresto nella distensione del clima regionale.

La Corea del Nord, il 4 maggio, aveva lanciato numerosi vettori a corto raggio dalla costa orientale in direzione del mar del Giappone, in un clima di rinnovate tensioni dopo lo stallo delle trattative con Washington per la denuclearizzazione. Un secondo test con missili a corto raggio era stato effettuato il 9 maggio. I missili testati hanno seguito una traiettoria a bassa quota e le autorità americane, insieme a quelle di Seul, hanno sospettato che si trattasse di “missili balistici”. Un’esercitazione militare con tali armamenti sarebbe risultata nella violazione di alcune risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Pyongyang afferma di aver sospeso i test nucleari e il lancio di missili balistici a lungo raggio e ha conseguentemente cominciato ad esercitare pressioni per la cancellazione delle sanzioni USA che affliggono il Paese. Tuttavia, la controparte americana sostiene che la Corea del Nord non abbia fatto passi in avanti significativi, per quanto riguarda lo smantellamento del proprio programma di armamento nucleare. Il fine ultimo di questo lungo percorso per Seul e Washington è la totale de-nuclearizzazione del regime di Kim Jong Un. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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