Argentina: Macri nomina nuovo ministro dell’Economia per stabilizzare il Peso

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 8:23 in America Latina Argentina

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Mauricio Macri ha imposto ai suoi ministri una doppia missione per i quasi quattro mesi che rimangono dal suo mandato: alleviare le difficoltà degli argentini e sostenere il peso a tutti i costi dopo il crollo di oltre il 30% rispetto al dollaro dopo la vittoria alle primarie del peronista Alberto Fernández, che con il 47% dei voti è ora decisamente favorito sul presidente uscente alle presidenziali di ottobre.

Il nuovo ministro delle finanze, Hernán Lacunza, succeduto a Nicolás Dujovne, dimessosi dopo la sconfitta di Macri alle primarie, ha parlato martedì prima dell’apertura dei mercati per promettere che avrebbe fatto del suo meglio per stabilizzare la valuta. “È il meglio che possiamo fare per le famiglie a basso reddito e a medio reddito” – ha detto. Il presidente della Banca centrale, Guido Sandleris, ha garantito che non avrebbe speso le riserve in dollari dell’entità per sostenere la valuta e che i tassi di interesse sarebbero aumentati se necessario per evitare ulteriori svalutazioni.

Il peso si è deprezzato di quasi il 30% dallo scorso lunedì. Dopo le parole di Lacunza e Sandleris, è sceso ulteriormente di poco meno del 2% rispetto valuta nordamericana, a quasi 59 pesos per dollaro, ma non ha raggiunto il prezzo di 60 pesos per dollaro che il governo sembra considerare come un limite non solo per la tenuta economica ma soprattutto psicologica del paese, a oltre tre mesi dal voto del 27 ottobre. Per dare un quadro delle difficoltà di Buenos Aires, basti pensare che all’inizio dell’anno scorso, il dollaro costava meno di 19 pesos.

Secondo il neo-ministro Lacunza, “il processo elettorale influisce sulla stabilità dei tassi di cambio” perché “il mercato presta più attenzione al futuro che al presente” e ha aggiunto che “più importante di ciò che il governo può fare è ciò che può dire l’opposizione”, un chiaro riferimento al candidato peronista Alberto Fernández, il grande favorito per vincere le elezioni presidenziali dopo la sua vittoria alle primarie, che in Argentina, essendo obbligatorie e simultanee, sono una “prova generale” delle presidenziali. Fernández ha superato Macri di 13 punti (47% contro 34%), una distanza che gli analisti considerano difficilmente rimontabile da parte del presidente liberale.

Lacunza ha cercato inoltre di tranquillizzare il Fondo Monetario Internazionale, principale creditore dell’Argentina, affermando che le misure sociali annunciate da Macri a sostegno delle fasce economicamente più colpite dalla crisi, nel tentativo di risalire la china prima del voto di ottobre, sono sostenibili con gli impegni economici internazionali assunti da Buenos Aires.

Dujovne si era dimesso per protesta contro le decisioni di Macri di aumentare gli stipendi e le pensioni più basse e di concedere sgravi fiscali alle fasce più colpite dalla crisi, una mossa che secondo l’ex ministro dell’economia non solo non pagherà in termini elettorali, ma acuirà la crisi economica che attraversa il paese australe. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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