Afghanistan: uccisi 2 soldati americani

Pubblicato il 22 agosto 2019 alle 15:31 in Afghanistan Asia

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Due soldati americani sono stati uccisi in Afghanistan, mercoledì 21 agosto, nel corso di un’operazione sul campo. È quanto ha riferito, in una nota, la Missione di Supporto Risoluto della NATO, affermando che le identità delle vittime non saranno rivelate finché non verranno avvertiti i rispettivi familiari. Tale incidente porta a 14 il numero dei soldati americani morti in Afghanistan dall’inizio del 2019.

Nel momento in cui viene diffusa la notizia continuano le trattative per raggiungere un negoziato che metta fine alla guerra nel Paese . L’inviato speciale degli Stati Uniti in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, è giunto in Qatar per riprendere i colloqui di pace con i talebani. Il dialogo e la firma di un accordo netterebbero fine a circa 18 anni di occupazione militare americana da quando Washington ha lanciato l’intervento militare, all’indomani degli attacchi dell’11 settembre 2001. La pace permettere quindi alle truppe internazionali presenti in Afghanistan, in particolare ai 14.000 soldati statunitensi, di fare ritorno in patria. Il personale militare sul campo fa parte della missione NATO, a guida USA, che si occupa di addestrare, assistere e consigliare le forze afghane e supportarle nelle operazioni di contrasto al terrorismo.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato,  martedì 20 agosto, che il ruolo militare degli Stati Uniti in Afghanistan si è sostanzialmente trasformato in una “ridicola” forza di polizia, ribadendo la necessità di una sostanziale diminuzione del numero di truppe statunitensi nel Paese dopo 18 anni di guerra. Trump ha espresso più volte la volontà di ridimensionare la missione in Afghanistan e ha affermato che vorrebbe mantenere solo il personale necessario ad assicurarsi che gli Stati Uniti dispongano di risorse di intelligence sul territorio. Il ritiro americano ha sollevato il timore che il Paese possa rimpiombare in una nuova guerra civile ed assistere ad un ritorno al potere dei talebani. Ciò potrebbe altresì favorire la Al Qaeda e altri militanti islamisti sul territorio lasciandoli tramare nuovi attacchi contro gli Stati Uniti e obiettivi alleati.

Il 17 agosto, 63 persone sono state uccise e 182 ferite in un attentato rivendicato dall’Isis a Kabul durante un matrimonio. La detonazione ha avuto luogo in una sala di ricevimento di nozze, nell’area riservata agli uomini. Secondo il resoconto di alcuni testimoni, membri della minoranza musulmana sciita stavano celebrando la cerimonia. Tra le fila del gruppo contrapposto, i sunniti, vi sono sia i talebani sia lo Stato Islamico, ed entrambi in passato hanno preso di mira minoranze sciite Hazara in Afghanistan e nel vicino Pakistan.

Il leader del partito Hizb-e-Islami, in corsa per la presidenza del Paese, ha affermato che il governo in carica è “debole” e “collasserà” se le forze USA lasceranno l’Afghanistan. Washington avrebbe voluto concludere un accordo di pace con i talebani entro la fine del mese di agosto, in vista proprio delle elezioni presidenziali in Afghanistan, che dovrebbero tenersi il 28 settembre. Tuttavia, i colloqui per la definizione di un’intesa che consenta all’esercito USA di lasciare l’Afghanistan si sono conclusi lunedì 12 agosto, ma l’accordo sembra ancora lontano. Le parti si sono incontrate in Qatar, a partire dal 3 agosto, per l’ottavo round di negoziati sul ritiro statunitense dall’Afghanistan. 

Gli incontri si sono basati su tre richieste: che i talebani accettino la condivisione del potere con il governo afghano, il rispetto del cessate il fuoco e che i militanti non trasformino il Paese in un rifugio sicuro per i gruppi jihadisti, tra cui Al Qaeda. L’inviato USA per l’Afghanistan, Zalmay Khalilzad aveva dichiarato che la conclusione di un’intesa “consentirebbe un ritiro delle truppe basato su alcune condizioni”, aggiungendo che “abbiamo compiuto progressi eccellenti”.

In tale contesto, gli Stati Uniti stanno preparando un’ulteriore riduzione del personale militare USA in Afghanistan. Il numero si ridurrebbe dagli attuali 14.000 soldati a circa 9.000. Tale diminuzione risulterebbe gradita ai talebani, che chiedono il ritiro completo di tutte le forze straniere. A seguito del ridimensionamento delle truppe americane i militanti dell’organizzazione jihadista afghana si sono impegnati ad avviare le negoziazioni di un accordo di pace con il governo, al rispetto di una tregua nelle violenze e alla rinuncia ai rapporti con Al-Qaeda. La proposta è il risultato di mesi di colloqui tra i talebani e Zalmay Khalilzad. 

Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. A seguito dell’invasione USA del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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