Yemen: la coalizione saudita nasconde l’uccisione di vittime civili

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 6:15 in Arabia Saudita Yemen

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Un gruppo per il diritto internazionale, il Global Legal Action Network (GLAN), ha presentato alcune prove al governo del Regno Unito, sostenendo che la coalizione a guida saudita, attiva in Yemen, ha nascosto i propri attacchi aerei illegali, condotti contro obiettivi civili.

Il rapporto, presentato in collaborazione con lo studio legale britannico Bindmans, e composto da 288 pagine, contiene dati che contraddicono quanto sostenuto dalla coalizione emiratino-saudita circa la violazione del diritto internazionale umanitario, in seguito agli attacchi aerei perpetrati sul suolo yemenita contro soggetti e oggetti civili. Tali prove sono state ottenute grazie ad un’associazione per i diritti umani indipendente operante in Yemen, Mwatana. Quest’ultima è attiva in 21 dei 22 governatorati yemeniti.

Le accuse mirano a mettere sotto pressione il governo del Regno Unito, che si trova a dover preparare la propria risposta a un ordine del tribunale, riguardante tutte le licenze esistenti per l’esportazione di armi dal Regno Unito verso l’Arabia Saudita. Si tratta di armi utilizzate nel conflitto in Yemen. Secondo la legge britannica, è illegale autorizzare le esportazioni di armi se esiste un “chiaro rischio” che possano essere usate per uccidere deliberatamente o sconsideratamente civili.

Il 20 giugno scorso, la Corte d’Appello britannica ha dichiarato che il precedente metodo di concessione di licenze, in gran parte basato sulle garanzie fornite dal governo saudita, era inadeguato, ed ha sospeso il rilascio di nuovi permessi. Ci si aspetta che nel mese di settembre, Londra darà una risposta sulla questione, nel quadro di una mossa che potrebbe avere grandi conseguenze per le future relazioni tra Regno Unito e Arabia Saudita.

Il rapporto, ricevuto dalla ministra britannica per il commercio internazionale, Liz Truss, si concentra su 400 episodi di bombardamento e 16 casi particolari, in cui la coalizione ha negato le violazioni commesse, nonostante l’evidenza delle prove raccolte. Queste ultime dimostrano non solo che Riad ha preso di mira i civili yemeniti, ma che sta altresì insabbiando le prove. Inoltre, per il regno saudita, si sarebbe trattato di soggetti militari, ma Mwatana ha dimostrato il contrario. Tra le operazioni negate, l’attacco del 21 settembre 2016 contro un funerale nella città di Hodeidah, che ha causato 23 morti, di cui 5 bambini, e quello del 10 marzo 2017, contro un mercato dello stesso governatorato, il cui bilancio è stato di 21 morti civili, di cui 3 bambini.

Il direttore della GLAN, Gearóid Ó Cuinn, ha affermato che il governo britannico ha due opzioni. La prima è fare affidamento sui risultati poco credibili delle indagini condotte da parte saudita. La seconda è ascoltare coloro che hanno documentato scrupolosamente le continue morti civili, causate dai raid della coalizione.

La coalizione a guida saudita è entrata nel conflitto in Yemen, scoppiato il 19 marzo 2015, per sostenere il presidente Rabbu Mansour Hadi, il 26 marzo dello stesso anno. L’alleanza è formata altresì da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar ed è sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Questa ha, però, incontrato diverse critiche all’interno dei parlamenti dei Paesi che esportano armi a Riad, in particolare negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Germania e Francia, nonché nelle istituzioni giudiziarie e nelle organizzazioni per i diritti umani. Tali membri hanno sottolineato che queste armi hanno ucciso e ferito decine di migliaia di civili, oltre a diffondere malattie e carestie, in Yemen.

Secondo un report dell’Armed Conflict Location and Events Dataset, di giugno 2019, dal 2015 ad oggi sono state 91.600 le vittime del conflitto, tra cui circa 11.700 civili, causate da più di 39.700 scontri armati. Finora, il 2018 è l’anno che ha registrato il maggior numero di vittime. La coalizione a guida saudita risulta essere la maggiore responsabile, con il 67% del totale delle vittime civili.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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