USA-Taiwan: approvata la vendita di 8 miliardi in armamenti

Pubblicato il 21 agosto 2019 alle 10:02 in Cina Taiwan USA e Canada

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Il Dipartimento di Stato USA ha approvato la vendita di 66 caccia F-16 a Taiwan. Tale mossa rischia di creare ulteriori tensioni con Pechino.

Taiwan ha acquistato l’ultima versione dei caccia statunitensi, costruiti da Lockheed Martin. Gli F-16C / D Block 70 sono stati venduti tramite un accordo da 8 miliardi di dollari, secondo quanto ha annunciato il Dipartimento di Stato USA, martedì 20 agosto. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dichiarato che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato il via libera alla vendita dopo che il Congresso è stato informato dell’accordo. “Le nostre azioni sono coerenti con la politica statunitense del passato. Stiamo semplicemente seguendo gli impegni che abbiamo preso con tutte le parti”, ha affermato Pompeo. L’accordo comprende anche la vendita di 75 motori General Electric Co. 

Il presidente repubblicano del Senato USA, Jim Risch, ha accolto con favore tale transazione, affermando che “questi mezzi sono fondamentali per migliorare la capacità di Taiwan di difendere il suo spazio aereo sovrano, che è sotto la crescente pressione della Repubblica popolare cinese”. Il piano di Taiwan di potenziare le proprie difese arriva a seguito di una seri di incursioni militari cinesi nel suo spazio aereo. Tuttavia, in una dichiarazione, la Defense Security Cooperation Agency, che sovrintende le vendite militari statunitensi all’estero, ha affermato che l’acquisto degli F-16 “non modificherà l’equilibrio militare di base nella regione”. Tuttavia, questa rischia di minare i rapporti già tesi tra Pechino e Washington. 

La costa cinese Sud-orientale è una delle aree strategicamente più delicate della regione asiatica, in quanto si affaccia sullo Stretto di Taiwan. Il governo di Pechino considera l’isola, amministrata democraticamente, ancora come una sua provincia, e ha fatto sapere in varie occasioni di essere pronto a riprenderla con la forza. Venerdì 12 luglio, la Cina aveva reso noto che avrebbe imposto sanzioni contro le aziende americane coinvolte nella vendita di carri armati, missili e altri equipaggiamenti militari al governo taiwanese. Pechino aveva affermato che tali transazioni avrebbero avuto un impatto negativo sulla sovranità cinese e sulla sua sicurezza nazionale. 

Da parte sua, la presidente taiwanese, Tsai Ing-wen, nel corso del suo mandato, ha più volte avvertito della minaccia proveniente dalla Cina, e ha promesso di difendere la sicurezza, la democrazia e lo stile di vita del suo Paese dal potente vicino. Pechino, negli ultimi anni, ha incrementato le esercitazioni nelle aree limitrofe all’isola, in particolar modo avviando regolari test di volo militare chiamati dal governo cinese “esercizi di accerchiamento dell’isola”, e inviando navi da guerra nelle acque dello Stretto.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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